A2A approda ad Acerra ma il termovalorizzatore pesa sulla Borsa (-6%)

A2A, che si è aggiudicata la gestione del termovalorizzatore di Acerra, non sarà coinvolta nel completamento dell’impianto e quindi non realizzerà investimenti sulla struttura. Lo ha detto in un’intervista a Reuters il direttore generale della superutility lombarda, Renato Ravanelli. Ma la precisazione è arrivata forse tardi dato che il mercato aveva già pesantemente penalizzato il titolo. «Credo che sul mercato ci sia stato un equivoco sul nostro ruolo ad Acerra: noi avremo solo la gestione dell’impianto, che ci verrà consegnato completato e funzionante. Non c’è alcun coinvolgimento di A2A sui lavori, quindi di investimenti da parte della società». Il termovalorizzatore assorbirà 2.000 tonnellate di materiale di rifiuto al giorno. Quello che sembrava un buon affare, dato che A2A si limiterà alla gestione dell’impianto e alla vendita dell’energia prodotta, si è trasformato in un boomerang per i corsi borsistici. Così a Piazza Affari il titolo ha scontato i timori legati all’ingresso della società nel settore dei rifiuti campani chiudendo in ribasso del 6,32% a 1,7 euro, i minimi dell’anno. In compenso Impregilo, che uscirà dalla gestione dell’impianto, ha chiuso in forte rialzo (+4,9% a 2,78 euro). «A2A ha scontato l’effetto Acerra, mentre Impregilo è salita sull’ipotesi di uscita vantaggiosa dalla gestione dell’impianto», ha spiegato un broker. Secondo un analista di una Sim estera «Acerra per A2A dovrebbe essere un business profittevole, ma potrebbe anche presentare rischi, anche se è prematuro esprimere un giudizio così netto». A peggiorare l’andamento di A2A, secondo un altro trader ha concorso anche il fatto che la Consob ha ristretto le norme per la vendita dei titoli allo scoperto solo di banche e assicurazioni. Il risultato, hanno spiegato gli operatori, è che questo tipo di vendite si sono spostate sul comparto energetico.