«A4 sicura, il problema è la velocità»

«L’autostrada A4 rispetta gli standard di sicurezza. Anzi, è più sicura di altre tratte». Antonino Galatà, direttore esercizio di Autostrade per l’Italia, interviene dopo il grave incidente sulla Milano-Venezia che venerdì scorso è costato la vita a quattro fratelli pakistani.
Direttore, partiamo proprio dall’incidente. In quel tratto, c’era un cantiere?
«Assolutamente no, l’incidente è avvenuto al chilometro 54, mentre il cantiere è al chilometro 48. Resta il fatto che per noi quel che è accaduto è un pugno nello stomaco».
Sull’A4, però, di cantieri ce n’è molti. E la cosa non aiuta...
«I lavori che sono presenti sull’autostrada Milano-Venezia rispondono a un impegno che abbiamo preso con le amministrazioni del territorio. E, cosa non secondaria, in nemmeno tre anni consegneremo la quarta corsia».
Un’infrastruttura a tempo record.
«I lavori sono iniziati nel 2005, e termineranno a settembre di quest’anno. Per questo Paese non è una cosa da poco».
Eppure, sulla Milano-Venezia gli incidenti non sono pochi.
«Meno di quanto si pensi. Dire che quell’autostrada è un “cimitero” non è affatto vero. Gli standard di sicurezza sono pari se non superiori a quelli di altre tratte autostradali. Le porto i dati del 2006: 42 incidenti ogni 100 milioni di chilometri percorsi, a fronte di un valore medio nazionale pari a 44. E il tasso di mortalità si è ridotto».
Come si interviene per ridurre gli incidenti?
«Innanzitutto correggendo i comportamenti degli automobilisti, attraverso campagne pubblicitarie che educhino alla sicurezza. In altri Paesi europei, e penso a Spagna e Francia, delle campagne shock hanno dato importanti risultati. Il punto è che è l’eccesso di velocità ad essere la principale causa di incidenti. Sabato notte, ad esempio, sulla Milano-Bergamo abbiamo registrato un tamponamento in prossimità di un cantiere con sei veicoli coinvolti e tre feriti. Ma le auto, in quel tratto, non avevano rispettato il limite di 60 chilometri all’ora».
Altre soluzioni?
«Il tutor, il sistema di misura di velocità media, sta funzionando. E ha ridotto il tasso di mortalità del 30 per cento».
La quarta corsia non rischia di nascere già vecchia?
«Crediamo proprio di no, anche se la nuova infrastruttura rischia di attrarre più automobilisti. Comunque, l’auspicio è che i tempi di percorrenza migliorino sensibilmente».
E la Bre-Be-Mi potrebbe alleggerire il carico viabilistico sull’A4?
«La Bre-Be-Mi rappresenta una viabilità alternativa, non può che favorire le scelte di percorrenza mentre per la sicurezza occorre agire sui comportamenti di guida».