A.A.A. Cercansi operai maturatori di banane

Le stranezze del bando riservato ai disabili

Pier Francesco Borgia

Trovare un posto di lavoro è da sempre impresa complicata e piena di ostacoli. Figuriamoci, poi, se si hanno anche delle piccole (o grandi) «disabilità». Per fortuna ci sono gli accessi «facilitati» all’impiego, così come ci sono le rampe di accesso ai locali o le pedane mobili per salire su un autobus. La tecnologia e le normative correnti fanno di tutto per ridurre il gap che tiene ancora distanti i portatori di handicap (pur se preparati, formati e specializzati) dalle persone normodotate.
Un chiaro esempio di quanto si sta facendo per le categorie deboli ce lo offre la Provincia di Roma che ha pubblicato un bando destinato ai «lavoratori disabili» da inserire nella pubblica amministrazione e nelle aziende private. Il bando è stato pubblicato il 24 maggio scorso e le domande per essere ammessi alle selezioni scadranno domani. Un bando che la Provincia usa come risposta concreta all’allarme lanciato recentemente dalla Uil sulla mancata copertura di 10mila posti per categorie protette a Roma e provincia.
Ce n’è ovviamente per tutti i gusti, anche se i posti disponibili non sono poi molti. A volte si tratta di impieghi molto comuni (contabile, commessa, centralinista). In altri casi, però, ci si trova di fronte a occupazioni da specialisti, magari muniti di patente C o di laurea in ingegneria informatica (con tanto di conoscenza approfondita di particolari «protocolli» per computer).
Scorrendo la lista di opportunità fornite ai portatori di handicap in cerca di lavoro si trovano delle autentiche «perle», che sembrano uscite dalla fervida immaginazione di un sadico dalla penna facile, piuttosto che da esperti che si occupano di formazione dei lavoratori e di strateghi della piena occupazione.
Ecco un esempio illuminante. A pagina 143 del bando ci imbattiamo nella figura del «maturatore di banane». Un’azienda di distribuzione di prodotti alimentari, infatti, ha fatto sapere al Centro per l’impiego della Provincia di Roma di essere disponibile ad assumere due «operai da impiegare come maturatori di banane». Due «operai» cui affidare anche il compito del controllo sulla qualità del prodotto. Un lavoro a tempo pieno e - sia chiaro - da espletare in ambiente refrigerato. La sede di lavoro si trova all’interno dei nuovi mercati generali che si trovano a Guidonia Montecelio, a una ventina di chilometri dalla capitale. È giocoforza immaginare che il «disabile» in questione debba avere una salute di ferro. Lavorare tra le sette e le otto ore dentro una cella frigorifera a smistare casse di banane per controllarne la corretta maturazione, non è cosa da tutti.
Per offrire l’identikit ideale del «maturatore di banane», sfruttiamo un’offerta di lavoro pubblicata da un’azienda pavese che opera nel settore ortofrutticolo. Il candidato ideale - si legge nell’avviso - «è di età compresa tra i 30 e i 40 anni» con un’esperienza pregressa di almeno un paio d’anni. La «posizione prevede il «controllo qualità della merce, la registrazione dei documenti di trasporto, attento e continuo monitoraggio delle varie fasi di maturazione». L’azienda specifica che il candidato ideale ha una buona conoscenza dell’inglese (particolare sfuggito al Centro per l’impiego di Roma).
Difficile poi immaginare un disabile con patente C da impiegare come autista di betoniere per un cantiere che si trova sulla via Ostiense. Altrettanto complicato, poi, immaginare una persona che pur se non considerabile normodotata, deve avere a che fare con piattaforme mobili, impalcature e altre «trappole» da funamboli per guadagnarsi onestamente il pane come «pulitore finito che opera con l’uso di macchine industriali o scale e/o piattaforme aeree montate su semoventi». La società in questione di posti (part-time) ne mette a disposizione addirittura cinque.
«È ovvio - commenta amaro Francesco Petrocchi di Alleanza nazionale - che la Provincia consente alle aziende interessate un’interpretazione totalmente squilibrata della legge che penalizza i diversamente abili a tutto vantaggio dei loro datori di lavoro».