A.A.A. Cercasi comandante dei vigili co.co.co.

«Cercasi comandante vigili co.co.co.». Per chi non se lo ricordasse, la sigla sta per collaborazione continuata e coordinativa. Non è proprio come cercare un cameriere, ma poco ci manca. A questo punto vi domanderete chi può aver pubblicato un annuncio di questo tipo, anche perché non è proprio da tutti cercare un comandante dei vigili. E il fatto poi di volerlo a tempo determinato, in modo cioè di poterlo cacciare in qualunque momento vista la precarietà della sua posizione, non è neppure tanto lusinghiero per chi fosse interessato a quella poltrona. Ebbene la risposta è scontata: il Comune di Genova. Lunedì scorso, infatti, è apparso sugli annunci economici del Secolo XIX un riquadro con l’agognata richiesta. Per chi se lo fosse perso, riassumiamo che nel testo in questione si diceva che «il Comune di Genova ricerca il Comandante del Corpo della Polizia Municipale con contratto di diritto privato a tempo determinato».
Ma come? La civica amministrazione di una città considerata tra le più grandi d’Italia cerca il comandante dei suoi vigili attraverso gli annunci di un quotidiano? La cosa è ancora più strana se si considera che il candidato da prendere in considerazione deve essere «un laureato con comprovata esperienza dirigenziale almeno quinquennale nei Corpi di Polizia Municipale o di dieci anni di funzioni direttive nei Corpi di Polizia Municipale».
Non ci vuole molto a capire che un simile personaggio non è esattamente comune o, per lo meno, non è di quelli che si possono trovare nella grande massa dei lettori. Insomma, non stiamo parlando di un’operaio specializzato, ma del comandante del corpo dei vigili urbani. E non solo lo cercano con un annuncio invece di affidarsi ad una società specializzata, ma specificano che sarà «a tempo determinato». Cioè non si illuda di aver trovato un impiego fisso: resterà per un pezzo in prova e, qualora non dispiacesse ai suoi datori di lavoro, poi si vedrà...
Può darsi, però, che l’annuncio funzioni e qualcuno risponda all’appello. Se così fosse farebbe scuola e magari la prossima volta se ne potrebbe pubblicare un altro: «Cercasi sindaco co.co.co». Chissà in quanti risponderebbero...