AAA cercasi sostituto di Benitez Il tecnico ha spiazzato Moratti

Il presidente avrebbe tenuto lo spagnolo fino a giugno, poi Capello o Guardiola. Ora deve correre ai ripari: Spalletti, Zenga. O Baresi tutor di Figo o Cambiasso<br />

Tutti a casa e arrivederci a for­se mai. L’Inter campione del mon­do ha levato la solita nuvola di fu­mo nero. Capita nei giorni del suc­cesso e nell’ora della felicità. E ades­so avanti con i botti e le botte verba­li. Così fece Moratti quando cacciò Mancini, a scudetto appena con­quistato: tutti dimenticarono subi­to il titolo e sotto con le polemiche. «Non sa gustarsi nemmeno questa vittoria», disse il tecnico al suo già ex presidente. Mourinho è stato più furbo: è scappato lui, nemme­no il tempo di far salire i giocatori sul pullman del ritorno da Madrid. E Moratti ha risposto con un sorri­so amaro. Materazzi con un bacio al fuggitivo. Benitez è stato più svel­to ancora: da raffinato stratega ha capito di aver solo un’occasione per raccontare a tutti quanto gli è capitato in questi mesi. Confessio­ne in mondovisione, perché tutti sappiamo, capiscano, intendano. Magari sgradevole, ma necessaria. Eppoi si è autoesonerato. «Parlino pure con il mio procuratore, se non mi vogliono più». Stavolta Moratti ha cercato di non guastarsi la festa. La coppa del campione del mondo val più di uno scudetto. Si è preso un giorno di pace, di pensamenti, ha dettato la linea dell’attesa. Magari per sco­vare un’idea che valga l’ennesimo autogol della sua gestione. Nomi? I soliti: Spalletti se vorrà rompere il contratto con i russi, in cambio di un ingaggio per tre anni. Sennò tec­nici a tempo determinato (giu­gno): Zenga, Leonardo, Simeone, o la coppia Figo-Baresi. Altrimenti prendano Cambiasso, uno che non ha mai nasato Benitez ma fa l’allenatore in campo,e lo mettano in panchina per salvare almeno il quarto posto-Champions in cam­pionato. Come si intuisce: è diffici­le trovare una soluzione calcistica­mente appetibile, salvo un contrat­to di tre anni a Spalletti. Ieri Moratti è stato soft, oggi co­mincerà a rispondere per le rime a tutti. Convocherà i suoi avvocati, ol­tre agli uomini della società. «In questo momento non parlo di Beni­tez », ha detto ieri. «Le dichiarazioni sono state inadeguate al momen­to, ma oggi un interista è felice». È l’unico guizzo ribaltonistico che il presidente poteva permettersi. Co­me dire: Benitez non ha l’animo di un interista.... Oggi l’interista felice comincerà a medicare la ferita di uno scontro polemico non più rinviabile. Mo­­ratti, da due mesi almeno, ha esone­rato il tecnico: nei pensieri, se non nei fatti. La squadra, rovinata dalla mourinhite, lo ha sempre conside­rato un ripiego rispetto a Mou, an­che se i più intelligenti hanno cerca­to di vederne gli aspetti positivi, in­vece quelli meno dotati hanno in­trapreso una guerra fredda. Infine l’allenatore spagnolo, che pur ha commesso qualche errore, ha par­lato dopo aver spiegato e rispiegato il suo pensiero al presidente. Senza mai vederne risultati. Benitez ne aveva fin sopra i capelli di tutte le uscite polemiche, delle furbate di spogliatoio («Voglio avere il con­trollo sui giocatori dentro e fuori»), di certi personaggi da doppio gio­co, delle promesse mancate, del do­v­er gestire errori precedenti e infor­tuni che non potevano essere solo addebitati alla sua gestione. Non ha più resistito a quella mitragliata di dichiarazioni che il presidente gli ha tirato contro. I due non sono e non erano fatti per sopportarsi. Be­nitez ci ha provato. Moratti mai. L’Inter si ritroverà mercoledì 29 dicembre per la ripresa della prepa­razione. Benitez è volato in Inghil­terra per le feste. Solo una illumina­zione feconda di Moratti potrebbe cambiare la sua sorte. Sono aperte le iscrizioni per il nome del prossi­mo allenatore. Il presidente aveva trovato un compromesso con se stesso: attendere fino al termine della stagione per puntare decisa­mente su Capello o Guardiola( sem­pre che Mou....), in alternativa Spal­letti o qualcuno che lo folgori. Ma ha fatto i conti senza l’oste (che identifica l’idea del presidente e di qualche parente circa Benitez). Il fi­glio è stato sponsor dell’allenatore spagnolo,Marco Branca ora sta nel­l’ombra. La competenza calcistica del pre­sidente sta venendo messa a dura prova dagli svarioni di questa sta­gione: il figlio ci ha preso con il tecni­co, ma lui non ha capito che serviva­no giocatori. Il numero (tre) indica­to da Benitez era assolutamente giustificato: un sostituto di Balotelli e due centrocampisti. Ora serve pu­re una alternativa a Samuel. Tra presidente e allenatore, uno era da cacciare. La storia insegna chi ne fa le spese.