AAA. Dipinti cercansi per una mostra

Roberto Corsi

AAA. Cercansi dipinti del talentuoso pittore ligure Benedetto Musso, romantico e dimenticato, vissuto nell’800 a Laigueglia e lì morto in giovane età. L’appello è della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico della Liguria che è lanciato a tutti i collezionisti privati di Genova e dintorni. L’idea è di riunire le opere del pittore nell’ambito della mostra « Ottocento in salotto. Cultura, vita privata e affari tra Genova e Napoli» in programma alla Galleria d’Arte Moderna di Genova a partire dal 4 marzo. I quadri infatti, sono state tutti dispersi negli anni ’60 da un nipote di Musso che le ha vendute in tutta la Liguria.
Chi era Benedetto Musso? Era un artista controverso e un uomo innamorato, follemente, della giovane moglie del suo vecchio zio, un commerciante in olio di Napoli. Lentamente ma inesorabilmente conquistato da questa ragazza napoletana, Erminia Radion, Musso ha cominciato a dipingerla in ogni sua opera, in tutti i paesaggi e in ogni circostanza: dal soggetto principale al paggio sullo sfondo, raffigurandosi spesso, vicino a lei, almeno nella finzione. I suoi quadri migliori, sono di questo periodo e sono ispirati da questo amore platonico: rappresentano la sua «Musa», dipinta con contorni non delineati ma sfumati e incerti come quelli di un miraggio, in paesaggi naturali nello stile dei Romantici. Quasi come se fossero un’istantanea dei suoi sogni. A metà tra le innovazioni degli impressionisti e la tecnica dei macchiaioli, il pittore ligure era tacciato di essere «Scarso» e veniva accusato di dipingere bozzetti e non figure. Oggi, è stato giustamente rivalutato. La storia del suo dramma però, è ancora lunga. Dopo due anni passati a struggersi per l’amore impossibile, l’anziano marito della ragazza napoletana muore (di morte naturale) lasciando campo libero a Benedetto Musso che convince la sua musa a sposarlo e trasferirsi da Napoli a Laigueglia dove vive il pittore. Non è tutto oro quel che luccica: lei dopo una breve convivenza di un anno, che porta alla nascita di un figlio, ritorna a Napoli, annoiata dalla vita che reputava monotona di Laigueglia. Benedetto Musso, non prima di un riappacificamento con Erminia in seguito a un suo ritorno da Napoli, viene stroncato da un tumore all’età di 48 anni.
L’appello, lanciato dal dipartimento, cerca di riunire per la prima volta, dopo più di quarant’anni, i dipinti di questo artista ligure (ne mancano molti all’appello) tanto bravo quanto tragicamente sfortunato. Si chiede, a tutti i possessori di questi quadri dispersi, di aiutare Benedetto Musso ad uscire dall’oblio e di permettere ai genovesi di vedere finalmente riunite le opere di questo artista di Laigueglia poco conosciuto ma non dimenticato.