AAA, l’estate milanese va a caccia di uno sponsor

Gli anziani che ballano il liscio sotto le stelle in piazza del Cannone, i giovani che si ritrovano all’aperto al parco Sempione, nel cuore dell’estate, per una birra e una salamella. E poi i concerti all’Arena a 15 euro, i cinema all’aperto e tutte le iniziative per trascorrere l’estate a Milano come se si fosse in villeggiatura. Momenti impagabili, senza i quali la città in agosto sarebbe un mortorio, un deserto di asfalto. Eppure, organizzare lo svago d’agosto costa e il bilancio del Comune, soprattutto di questi tempi, non dà grosse possibilità. Prima bisogna pensare ai servizi irrinunciabili per la città e solo dopo, con i soldi che avanzano, si può investire nel divertimento. Ma l’assessore alle Attività produttive Giovanni Terzi ha avuto l’idea: coinvolgere gli sponsor privati nel finanziamento degli eventi dell’estate per non gravare sul bilancio comunale. Entro la fine di febbraio presenterà ai colleghi della giunta la proposta di un bando da pubblicare per trovare lo sponsor e non più tardi di maggio si saprà quale azienda privata intende «mettere la faccia» sull’estate milanese. Già ne ha parlato con il collega di giunta Maurizio Cadeo, assessore al Decoro urbano, che lo appoggerà in questo percorso «salva estate».
«Serve una maggior apertura verso l’idea di una sponsorizzazione dal parte dei privati - sostiene Terzi -. E ovviamente, più sponsor ci sono, più eventi si possono organizzare, mantenendo alto il livello della qualità dell’estate dei milanesi». Si tratta, in fin dei conti, di una sorta di project financing. Non ci sono soldi per costruire le autostrade? Ecco che le istituzioni e gli imprenditori lombardi se le autofinanziano attraverso i privati. La stessa cosa potrebbe accadere con il calendario degli eventi estivi. «Il Comune di Milano - aggiunge Terzi - ha deciso di mantenere alto il livello dei servizi e gli eventi rischiano di passare in secondo piano. Con gli sponsor invece, riusciremmo a organizzarli comunque. Il Comune non può sacrificare altre voci, al contrario di quanto fa Roma che, pur di scippare il Gran premio a Monza, investe cifre elevatissime».