A.A.A. turisti cercansi, interessati a matrimonio civile

Amore? Fedeltà? Vocazione? Macché, il matrimonio è business. Al massimo, turismo. Fai una vacanza e ti ritrovi con la fede al dito. Un po’ come a Las Vegas, solo che mica finisce come nella Little White Chapel, dove è tutto un gioco. A Sestri Levante il sindaco Andrea Lavarello ha poteri veri e anche chi ha sempre vissuto sperando al massimo di doversi legare per un Dico, rischia di arrendersi e finire sul serio nel mondo dei «diversi», degli sposati. Tutto perché in giro per l’Italia il comune dei due mari mica spedisce più le foto della Baia delle Favole, delle suggestive notti di Portobello, degli scorci del carruggio. Meno che mai uno scatto della chiesetta romanica di San Nicolò o dell’imponente facciata della basilica di Santa Maria di Nazareth, anche perché visto come l’anno presa i parroci della zona... Sì, perché l’iniziativa del Comune è stata proprio quella di puntare sui matrimoni civili per acchiappare turisti. Con un dépliant illustrato distribuito in migliaia di copie in tutta Italia e intitolato appunto «Il matrimonio civile a Sestri Levante» si spiega perché conviene sposarsi in municipio sulla Riviera. «Rinnovata negli arredi e restaurata nel 2003, illuminata da luci soffuse, e arredata con mobilio d’epoca e tendaggi color ocra, sistema di diffusione audio amplificato...», sembra la réclame di un grand hotel, ma è la presentazione della Sala Ocule dove verranno celebrate le nozze. Ampia disponibilità di parcheggio in zona blu per sposi e testimoni, è l’ulteriore servizio offerto dal volantino. Che ovviamente, visto che il matrimonio è business, è completo di orari e tariffe. Feriali e festivi, aperture estive e invernali, costi (dal servizio gratuito per i residenti in giorni non di punta fino ai 250 euro per i foresti durante le feste comandate), c’è scritto tutto sul pieghevole. E un pizzico d’amore? Non è specificato, ma chissà che a richiesta, tra gli extra, il Comune non riesca a fornirlo.