Abba e il ministro Gelmini svuotano le aule: studenti ancora in piazza

Domani mattina il corteo di protesta. Sabato concerti di hip hop e musica di strada per ricordare Abdoul

Protestano contro il ministro Gelmini. Con «Abba nel cuore». Gli studenti scendono ancora in piazza. L’anno scolastico è cominciato da meno di un mese e loro sono già al secondo corteo. Il primo, il 18 settembre, contro il razzismo in ricordo di Abdoul. Ammesso che «Abba» sia stato davvero ucciso per razzismo. E domani contro la riforma della scuola.
Il ritrovo è in largo Cairoli alle 9,30, in pieno orario scolastico: seconda assenza collettiva per «mobilitazione». Durante la settimana i collettivi si sono riuniti in due assemblee di istituto al liceo classico Parini e al linguistico Manzoni. Da lì è stata diffusa la notizia del corteo: il via ufficiale all’autunno caldo degli studenti.
«Vogliamo una scuola libera - protestano i ragazzi delle superiori - garantita, accessibile a tutti, piena di cultura e con più fondi necessari per una migliore offerta formativa, per le strutture, per i laboratori».
Il no dei collettivi studenteschi si scaglia, a suon di slogan urlati da dietro i megafoni e di striscioni scritti con le bombolette, contro i tagli ai finanziamenti, al personale, alle strutture e ai laboratori. «I governi - protestano gli studenti - e per ultima la Gelmini sanno concepire la scuola solo in termini di strategie di mercato. Meno otto miliardi di euro alla scuola pubblica, per un totale di 97mila licenziamenti tra i professori e 43mila tra il personale non docente in tre anni. Tutto ciò è assurdo».
Nel loro comunicato di mobilitazione, i responsabili del collettivo sostengono che le manovre del ministro all’Istruzione «sulla disciplina e sull’irrigidimento dei regolamenti» siano «solo di facciata, volte a dare un’apparenza di serietà e una scuola-vetrina svuotata sempre più nei contenuti e privata della possibilità di formare persone critiche».
I cortei di protesta saranno in tutte le città italiane per «bocciare un ministro che merita il cinque in condotta». Nel calderone della protesta ci finiscono anche i no al razzismo, dopo gli episodi di violenza a Parma e dopo la morte di Abba per il furto di un pacchetto di biscotti.
Concerti e serate di musica hip hop ed esibizioni freestyle animeranno tutto il fine settimana in ricordo di Abdoul, la nuova icona sacra agli studenti. Rime e remix dei dj confluiranno in un cd contro ogni razzismo. «I veri clandestini - gridano a gran voce i ragazzi del Cantiere - devono essere i razzisti. Nella città delle politiche xenofobe, dello sgombero dei rom e dei rifugiati, dei Cpt e dei sindaci sceriffo, creiamo una zona libera dal razzismo». Con spirito costruttivo, stavolta.