Abba viene ucciso e scoppia la rivolta

I Il 14 settembre viene ucciso Abdoul Salam Guibre (Abba), un giovane di 19 anni originario del Burkina Faso, dopo il furto di una scatola di biscotti in un bar di via Zuretti. I due proprietari del locale, padre e figlio, lo inseguono e lo aggrediscono armati di spranghe. Il ragazzo rimane a terra con la testa fracassata. Inizialmente si pensa a un assassinio per ragioni legate al razzismo ma poi ci si orienta verso la tesi della lite scoppiata per futili motivi. I due aggressori confessano subito dopo il fermo. Abba diventa un simbolo per molti giovani di Milano che riempiono i muri con la scritta: «Abba vive».