Abbaino occupato in Galleria: ora il Comune lo vuole murare

Il sottotetto della Galleria Vittorio Emanuele a Milano sarà murato perché occupato da abusivi. Questa la decisione presa ieri dal vice sindaco Riccardo De Corato e dall’assessore alla Casa e al Demanio Gianni Verga, dopo il sopralluogo ai civici 11 e 12 in mattinata. Un controllo avvenuto su segnalazione e con la collaborazione della polizia municipale. L’allarme, a dire il vero, è stato lanciato due giorni fa, quando si è scoperto che una stanza in Galleria era stata trasformata in dormitorio da una coppia di senzatetto, probabilmente nomadi. Lo stabile, di proprietà del Comune, è sede di varie associazioni. I ghisa quando hanno trovato la sorpresa hanno sgomberato le cose lasciate dagli ospiti, che al momento del ritrovamento erano fuori.
«Il sottotetto del civico 11 - conferma il vicesindaco -, in base a una segnalazione è risultato occupato da abusivi. Abbiamo posto un presidio di vigili a controllare l’entrata dello stabile». L’abbaino, assicurano De Corato e Verga, «sarà murato», inoltre verrà cambiata la serratura del portone di accesso e le chiavi d'entrata saranno depositate alla portineria di Palazzo Marino, in piazza della Scala 2 dove, sotto responsabilità dei vigili, «potranno essere richieste previa esibizione di documenti».
Gli amministratori hanno aggiunto di aver chiesto alla polizia Municipale di «fare un'indagine per generalizzare tutte le utenze della Galleria, e di verificarne i titoli». Il Comune farà poi una verifica sull’agibilità degli spazi, sia quelli in concessione, sia quelli di uso comune.
Alla luce di questa segnalazione, concludono il vicesindaco e l’assessore, verrà «ulteriormente accelerato il processo di controllo degli immobili in Galleria», che era già stato avviato con il recente audit voluto dal sindaco sullo stato del patrimonio demaniale. Nella relazione, precisano, «erano state evidenziate alcune anomalie. Criticità radicate da decenni, che la riorganizzazione dell’amministrazione ha già cominciato a risolvere positivamente. Ma che naturalmente non possono essere cancellate dall'oggi al domani».