Abbandona il «Cristo» per spegnere l’incendio

Paola Balsomini

Al termine della processione, e al termine di una delle giornate decisamente più lunghe della sua vita, ha esclamato «Grazie a Dio». Nessuna invocazione poteva essere più appropriata, visto che il destino, o forse un intervento provvidenziale dall’alto, gli ha evitato di perdere la casa. È accaduto in una tranquilla giornata di fine primavera, a Bonosolo, località vicina al centro abitato di Casola, ai piedi della frazione di Argigliano, in Lunigiana.
Un piccolo agglomerato di case, dove tutti si conoscono e tutti si chiamano per nome.
Così alla serata della processione, appuntamento tradizionale per il paese che richiama anche gli abitanti delle frazioni vicine, c’erano proprio tutti. Dal prete che ovviamente guidava la fila, a tutti i parrocchiani, oltre ai soliti curiosi che avevano deciso di trascorrere fuori dall’accaldata abitazione una serata un po' più fresca delle altre.
Insomma, un paese in festa. Poi, si sa, in ogni processione che si rispetti ci sono i lumini, le candele, oltre, ovviamente a Cristo in croce che sfila per le stradine del centro abitato.
Un centinaio di persone che si sono così ritrovate a sfilare tra una chiacchierata e l’altra. Sembrava una sera normale quando Ilio Martini ha alzato gli occhi al cielo.
Ma invece della consueta croce ha visto fuoco e fiamme. Non simboliche, non quelle dell’inferno, ma quelle di casa sua che si stava trasformando in una vera e propria torcia.
Colpa, si è scoperto poi in seguito, di due lumini che erano stati lasciati accesi, magari per creare proprio a Bonosolo un po di atmosfera in più in una serata particolare.
E invece uno dei due lumini è accidentalmente caduto e il fuoco ha avvolto prima una tenda e poi la finestra di casa.
Proprio la persiana, di puro legno, si è trasformata in una nuvola di fiamme, visibili in tutto il paese.
È a questo punto che lo sventurato fedele si è accorto di quello che stava accadendo. Unica soluzione: correre a casa per cercare di salvare il salvabile. Il problema, però, è che in quel momento stava tenendo tra le mani proprio la croce che ha dovuto abbandonare frettolosamente per andare in soccorso della dimora.
Per sua fortuna nel piccolo paesello tutti si conoscono e tutti si aiutano, così, capito quello che stava accadendo allo sventurato, in molti, parenti, conoscenti e amici sono accorsi in suo aiuto.
Una decina di compaesani quindi si sono precipitati a casa di Martini e in poco tempo hanno spento le fiamme che presto avrebbero divorato l’intera palazzina.
Ancora pochi istanti, infatti, e il fuoco avrebbe raggiunto anche le altre pareti per danni incalcolabili. Per fortuna di Martini davanti a casa scorre un ruscello da cui immediatamente è stato possibile prelevare secchi d’acqua che hanno facilitato e velocizzato le operazioni di spegnimento del rogo.
Un colpo di fortuna, anche perchè sarebbero bastati pochi minuti e la processione avrebbe imboccato una strada da cui era impossibile vedere il fumo che stava uscendo dalla finestra.
Alla fine, comunque, la processione è stata portata a termine e la croce che sfilava per il paese finirà addirittura a Colonia, in occasione del raduno mondiale dei giovani con il Papa.
Al termine della serata lo sguardo è stato rivolto ancora al cielo, ma questa volta per ringraziare per il colpo di fortuna.