Abbandonati nel deserto 500 clandestini

da Madrid

Un gruppo di oltre 500 immigrati di origine subsahariana abbandonati al proprio destino vagano disperati, feriti e affamati in una zona desertica nel sud del Marocco. Lo ha denunciato l’organizzazione umanitaria Medici senza frontiere (Msf), secondo la quale gli immigrati sono stati condotti in questa zona a bordo di autobus e camion dalla polizia marocchina dopo che la Guardia Civil spagnola li aveva espulsi dalle enclave di Ceuta e Melilla. L’area si trova 600 chilometri a sud della città di Oujda.
Msf ha già assistito oltre 50 immigrati che presentano ferite e contusioni dovute al tentativo di massa di scavalcare le recinzioni di Ceuta e Melilla. Tra le ferite provocate da cadute o da altri incidenti fortuiti, Msf ha potuto constatare ancora una volta le conseguenze della violenza delle polizie spagnola e marocchina: molti immigrati infatti presentavano ferite dovute a proiettili di gomma o a percosse. Il personale di Msf ha assistito in primo luogo gli stranieri più vulnerabili, tra cui donne incinte, minori e feriti, trasferendo i casi più gravi all’ospedale di una città più a nord chiamata Bouarfa.
Le voci sui rastrellamenti e le deportazioni sono confermate anche dall’organizzazione non governativa spagnola Sos Racismo. Basandosi su numerose testimonianze, l’Ong afferma che da alcune settimane le autorità marocchine stanno deportando gli immigrati clandestini nel Paese nelle zone desertiche al confine con la Mauritania, abbandonandoli in pieno Sahara. Secondo la testimonianza telefonica di un immigrato ivoriano, almeno quattro autobus con una sessantina di clandestini a bordo si stanno dirigendo verso il confine con la Mauritania. Il portavoce di Sos Racismo, Diego Lorente, afferma che «si tratta di un luogo più remoto, dato che i clandestini lasciati alla frontiera con l’Algeria riescono a tornare a piedi per ritentare la sorte».
L’accordo fra Spagna e Marocco firmato nel 1992 prevede che i clandestini subsahariani vengano rimpatriati nei rispettivi Paesi d’origine, ma secondo Lorente difficilmente questo sarà il loro destino: «Saranno processati in Marocco, senza interpreti né avvocati, e deportati nel deserto».
Ieri la Spagna, che ha avviato una politica di espulsioni forzate, ha rimandato a Tangeri, in Marocco, 73 emigranti che due settimane fa erano stati espulsi dall’enclave di Melilla e trasferiti a Malaga, in Spagna; da lì a Algeciras e da Algeciras (sud della Spagna), rimandati a Tangeri.
Il Marocco ha promesso che si occuperà di questi emigrati provenienti dalla Spagna fornendo tende e assistenza sanitaria. Ma le preoccupazioni per la sorte degli immigrati già espulsi da Rabat aumentano le polemiche attorno al governo spagnolo di Zapatero.
Venerdì, almeno sei clandestini sono morti, alcuni per colpi d’arma da fuoco, mentre cercavano di entrare a Melilla.