«Abbandonato ai domiciliari»

«Per sei mesi agli arresti domiciliari ha vissuto segregato in casa, fra immondizia e praticamente senza cibo, perché non poteva uscire di casa a causa della pena e non aveva nessuno (né parenti, né amici, né istituzioni) che potesse prendersi cura di queste incombenze. Ora è tornato in carcere per violazione degli obblighi legati ai domiciliari». Protagonista di questa vicenda kafkiana, secondo il racconto del garante regionale dei Diritti dei detenuti Angiolo Marroni, è un detenuto ora recluso nel carcere di Velletri. «A quanto risulta - continua il Garante - sei mesi fa, quando uscì dal carcere per gli arresti domiciliari nella sua casa di Cecchina, M. conviveva con una ragazza della Repubblica Ceca con cui era fidanzato. Pochi giorni dopo il suo ritorno, tuttavia, la ragazza era andata via lasciando M. solo in casa, senza possibilità di uscire per fare spese o per buttare l’immondizia. In queste condizioni l’uomo ha trascorso, da solo, sia le feste di Natale che quelle di Pasqua. In questi mesi l’uomo ha detto di aver segnalato la sua situazione alle forze dell’ordine, ai servizi sociali del comune di Albano Laziale e, attraverso i miei collaboratori, con l’ufficio penale Esecuzioni esterne (Uepe) di Roma. Dalle istituzioni nessuna risposta è arrivata. M. ha vissuto grazie alla solidarietà di un sacerdote, del suo vicino di casa e di una sua amica che, per questo, sono stati invitati a chiarire la loro posizione dalle forze dell’ordine. Ora M. è tornato nel carcere di Velletri dopo che la magistratura ha deciso la revoca degli arresti domiciliari». Una vicenda «incredibile» secondo Marroni.