«Abbassa quella musica» E poi accoltella il fratello Le immagini che incastrano l'assassino

Banali screzi in famiglia scatenano la furia omicida di un pregiudicato e di un nomade che si avventano sui rispettivi famigliari armati di coltelli e forconi. A Cinisello un uomo litiga con il fratello per lo stereo troppo alto e lo ferisce con una lama nella schiena. Al campo di via Idro, uno zingaro infilza con l'attrezzo agricolo la cognata intervenuta perché l'uomo stava picchiando a sangue la moglie. In questo caso ad avere la peggio è proprio l'aggressore, perché interviene anche una nipote di 16 anni che a sua volta gli pianta un coltello alla schiena.
Si comincia in provincia, in uno dei palazzoni Aler del quartiere Sant'Eusebio, in via Del Carroccio dove vivono Claudio, 48 anni, Antonio, 51, e un terzo fratello di 42 e la sua compagna. L'altra sera Claudio e Antonio hanno un diverbio perché il primo rifiuta un favore al secondo. Così al momento di andare a letto Antonio si chiude in camera a mette la musica a tutto volume. Claudio vede rosso, va in cucina e afferra un coltello con una lama da 18 centimetri, entra dal fratello e lo scolpisce alla schiena. E avrebbe infierito ulteriormente se non fosse intervenuto il terzo fratello che disarma l'aggressore e lo mette ko con un diretto al mento. Poi chiama il 118 che trovandosi di fronte a un evento violento, allerta il commissariato. Gli agenti arrivano, ricostruiscono la vicenda e arrestano Claudio, che nel frattempo era andato a dormire, per tentato omicidio. Il ferito è finito invece al Bassini, ricucito e giudicato guaribile in 15 giorni.
Ieri mattina alle 11.30 al campo di via Idro accesa disputa all'interno del clan Bradich, già protagonista di una lunga faida con i De Ragna che costò la vita a Luca Braidich, 49 anni, al termine di una rissa al San Raffaele il 5 novembre. Saimon, 30 anni, fratello di Diego, 35 anni, il boss arrestato l'anno scorso, in preda ai fumi dell'alcol sta picchiando la moglie. La moglie di Diego prova a fermarlo ma viene colpita alla schiena con un forcone. Alla scena assiste anche una nipote di 16 anni, prontamente intervenuta in difesa della zia, che afferra un coltello e lo pianta nella schiena di Saimon. Il nomade, caduto in un lago di sangue, viene caricato in macchina dai parenti e depositato al San Raffaele, mentre la cognata preferisce farsi curare al campo. La vicenda è stata poi ricostruita con infinita pazienza dagli investigatori del commissariato di Villa San Giovanni, che da anni seguono le vicende di questa burrascosa famiglia di nomadi.