«Abbattere la sopraelevata è un delitto contro la storia»

Scusi, lei, non è rimasto incantato dalle idee di Piano sulla città?
Alberto Gagliardi, già deputato di Forza Italia, sottosegretario agli Affari regionali, oggi consigliere comunale nella Sala rossa, fa la faccia feroce e replica a monosillabi: «No, niente affatto. Anzi!».
Non le piace neanche l’idea di abbattere la sopraelevata e sostituirla con una monorotaia?
«Non scherziamo. Una Genova così “Pianificata“ non ha senso. E mi spiace che un genio dell’architettura come Renzo Piano, una personalità giustamente famosa per quanto ha fatto nel mondo, si presti a un gioco politico come quello che si sta sviluppando ad opera del sindaco Marta Vincenzi. Così rischia di diventare l’architetto di regime».
Ce l’ha col sindaco?
«Eccome ce l’ho col sindaco! La Vincenzi dovrebbe sapere che non siamo più alla fine degli anni Ottanta, quando lo Stato ha fatto arrivare oltre mille miliardi di lire per le celebrazioni colombiane. E non abbiamo più all’orizzonte eventi come il G8 o Genova 2004 capitale della cultura che hanno portato altri soldi alla città».
Ora le casse sono vuote.
«Non c’è più trippa per i gatti. Comune, Provincia (che andrebbe abolita) e Regione (di fatto, in amministrazione controllata dal ministro Padoa Schioppa) non hanno un euro da spendere».
In questo senso, parlare di water front, monorotaie, funicolari, come ha fatto Piano, è improponibile?
«Senza dubbio. Sembra che i progetti faraonici proposti dall’architetto rappresentino proprio l’idea dei grandi monumenti funebri dei faraoni, da lasciare in eredità ai posteri. Ma sono pure illusioni, belle e impossibili».
È il caso di essere così pessimisti?
«Lo stile di Marta Vincenzi è rimasto lo stesso di quando lei ha amministrato la Provincia: grandi promesse, poca sostanza, giustificata dal fatto che non aveva poteri. Ora i poteri li avrebbe, ma, come la sinistra al governo del Paese, preferisce lanciare progetti virtuali. Annunci roboanti, per nascondere le magagne illudendo i cittadini».
L’idea di abbattere la sopraelevata, ad esempio...
«Infatti. Buttarla giù è un delitto. Significa cancellare storia, cuore, buon senso. La sopraelevata è entrata in servizio alla fine degli anni Sessanta, forte di un’intelaiatura d’acciaio usato in maniera intelligente. Questo percorso aereo è una vera balconata panoramica sulla città, un biglietto da visita per i turisti. Ne ha convenuto persino l’immaginifico consulente di Marta Vincenzi per la cultura, Carlo Freccero, che pure, in quanto a idee creative...».
Almeno salviamo la metropolitana di superficie.
«Altra visione di Piano! Ma lo sa che a Genova abbiamo già la metropolitana più corta e più costosa del mondo? Vogliamo proseguirla a queste condizioni?».
Che dovrebbe fare allora l’architetto? Cosa propone Gagliardi?
«Due cose, prima di tutto: considerare le strutture di base per renderle compatibili con la città; occuparsi, come ha fatto Bohigas con Barcellona, della realtà straordinaria del centro storico».
Intanto il sindaco...
«...dovrebbe avere più rispetto del consiglio comunale, e comunicare i progetti prima lì che in conferenza stampa».
La cura dell’immagine è importante.
«Ma sono ancora più importanti i fatti. E su questo aspettiamo Marta Vincenzi al varco. Senza sconti, e senza farci ingannare dalle illusioni».