Abbattuto l’elicottero dei Rambo Usa

Il razzo deve aver centrato l’elicottero quando si stava abbassando per sbarcare i corpi speciali o cercava di schizzare via per evitare lo sbarramento di fuoco dei talebani. Il Chinook da trasporto truppe, lo stesso usato dal contingente italiano, è precipitato come un elefante ferito. Per i 31 soldati americani a bordo e 7 commando afghani, non c’è stato nulla da fare. Ben 25 dei militari a stelle e strisce erano Navy Seals, i Rambo della marina che hanno ucciso Osama bin Laden in Pakistan. Si tratta della perdita più grave della Nato, in un solo colpo, nei dieci anni di guerra in Afghanistan. La strage è avvenuta nella notte fra venerdì e sabato nella provincia di Wardak, ad ovest di Kabul, in parte controllata dai talebani.
L’intelligence aveva segnalato una riunione di alcuni capi degli insorti nella famigerata valle di Tangi. Le squadre dei Navy Seals devono aver cercato di atterrare nella zona per piombare di sorpresa sugli insorti, che però erano pronti a combattere. «Volevano attaccare una casa, ma i nostri mujaheddin hanno reagito distruggendo l’elicottero con un razzo Rpg» ha subito rivendicato il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahed. Un colpo di fortuna andato a segno perché il Ch 47 doveva già trovarsi a bassa quota. Otto talebani sono rimasti uccisi nella battaglia, secondo il portavoce degli insorti. Gli elicotteri da trasporto, soprattutto durante le operazioni speciali, volano quasi sempre in coppia e con una scorta di velivoli d’assalto, che avranno martellato i talebani. Mujahed, però, non risparmia macabri dettagli: «Gli americani hanno dovuto portarsi via i pezzi dei corpi dei loro compagni disseminati dappertutto». La Nato si è limitata a confermare la perdita senza specificare le cause, ma ammettendo che «nell’area c’era attività militare nemica». La provincia di Wardak, pur essendo vicina alla capitale, è progressivamente passata sotto un controllo sempre più esteso degli insorti. Il nocciolo duro dei miliziani nell’area è composto dall’Hezb i Islami, il partito fondamentalista in armi di Gulbuddin Hekmatyar. Un signore della guerra, fin dai tempi dell’invasione sovietica, che si è alleato con i talebani. Nell’area orientale del paese opera anche la famigerata rete Haqqani, che ha messo a segno i più spettacolari e sanguinosi attacchi suicidi nella capitale e cercato di assassinare il presidente afghano Hamid Karzai. L’est dell’Afghanistan non a caso è presidiato dalle truppe Usa, che sui 374 caduti della coalizione internazionale di quest’anno ne conta due terzi.
Nell’Afghanistan centro orientale opera anche l’Esercito dell’ombra, i resti di al Qaida, composto da combattenti arabi, ceceni, uzbeki e pachistani, che spesso fanno da istruttori alle nuove leve talebane. Il 2 agosto, nella provincia di Wardak dove è precipitato l’elicottero, veniva catturato con un’operazione dei corpi speciali il comandante Azizullah dell’Hezb i Islami di Hekmatyar. Il giorno prima, vicino a Kabul, era stata scoperta una specie di mini fabbrica dove venivano perfettamente ricreate uniformi dell’esercito afghano, della polizia e della coalizione internazionale a cominciare da quelle americane. Spesso i terroristi suicidi indossano queste divise per avvicinarsi agli obiettivi e scatenare l’inferno.
I talebani non hanno sofisticati missili terra aria e si arrangiano con gli Rpg, imprecisi razzi a spalla di fabbricazione russa, che se centrano l’obiettivo in volo sono comunque micidiali. L’anno nero per gli abbattimenti fu il 2005. In giugno un razzo uccise 17 soldati a stelle e strisce, sempre su un Ch 47 Chinook. Il presidente Karzai ha rivelato la notizia ed inviato un messaggio di condoglianze alla Casa Bianca. Barack Obama ha reso omaggio «al sacrificio straordinario» dei caduti. I Navy Seals sono truppe d’élite entrate ancor più nel mito americano dopo l’uccisione del capo di Al Qaida. L’abbattimento del Chinook ha pure una forte valenza simbolica, a sole due settimane dall’inizio della transizione fra le truppe Nato e quelle afghane. Nel 2014 i soldati di Kabul dovrebbero garantire la sicurezza da soli, ma i talebani, dopo dieci anni di guerra, non demordono.
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