«Abbiamo cominciato a condannare gli enti che stressano i cittadini»

A volte si vince. Contro lo strapotere di Comuni, Ministeri, assicurazioni e banche il cittadino oggi può trovare un valido alleato nei tribunali. Sono tanti i giudici di pace che hanno deciso di voltare pagina e di cominciare una nuova epoca di severità contro chi si incaponisce nel voler sbagliare senza tenere in conto i guai che provoca all’inerme cittadino. Ne è convinta Isabella Cocito, giudice di pace al tribunale di Savona, che tra i primi ha cominciato a sanzionare gli enti applicando la regola del danno esistenziale.
Allora, giudice, il fegato amaro che si fanno i cittadini vessati può essere rimborsato?
«Certamente, vale la regola del danno provocato alla vita di una persona a causa di uno stress prolungato, dovuto, per esempio, al fatto che un ente continui a vessare un cittadino chiedendogli soldi non dovuti».
Ci faccia un esempio.
«Una delle mie prime sentenze riguardava il caso di una signora anziana a cui era stata notificata una cartella Ici doppia. Nonostante numerosi tentativi la donna non era nemmeno riuscita a parlare con un impiegato, tutti la rimandavano da una parte all’altra e lei si è dovuta rivolgere a un piccolo professionista che l’aiutasse».
Com’è finita?
«Che abbiamo condannato il Comune a risarcire la signora per i cento euro che aveva speso per far fare la pratica al professionista e a versarle altri 700 euro per il danno esistenziale subito».
Altri casi?
«Guardi, in queste settimane abbiamo diverse cause in piedi per pesanti disagi dovuti a gestori telefonici che promettono zero canone e poi la gente si ritrova a pagare molto e magari a non avere nemmeno la linea funzionante».
Anche qui il danno esistenziale c’è.
«Certo, perché bisogna ricordare che, al contrario del cittadino, gli enti hanno tutti gli strumenti per chiarire in fretta le situazioni e se non lo fanno sono colpevoli».