«Abbiamo due B: in una c’è la Juve»

«È una squadra che porta pubblico e interesse ovunque vada»

«Cosa sta succedendo in Italia? Semplice: ci sono due campionati di serie B. In uno dei due gioca la Juve».
Marco Tardelli di Capanne di Careggine, classe ’54, juventino a prescindere nonostante un reiterato ingaggio nell’Inter prima come calciatore e poi come allenatore, adesso è nel cda bianconero: «Ma questo non c’entra niente, dico solo che non c’è stata equità. Presidenti e dirigenti, tutti sapevano e tutti chiedevano e cercavano Moggi. Poi tutti spariti e qualcuno si è ritrovato anche primo in classifica spiegando che il merito era tutto da far risalire al fatto che non c’era più Moggi».
Tutti sapevano poi scoppia il caos all’improvviso, sa darsene una ragione?
«No, e credo siano in pochi a conoscerla. Forse tutto era così al limite che ormai era inevitabile che venisse alla luce. Anche gli armadi a volte sono troppo pieni».
Un po’ comunque vi rode...
«Trovo giuste le condanne, ingiusto che abbia pagato solo la Juventus. Il ribaltone non c’è stato, questo sì che rode. Via i designatori e De Santis, mi sembra troppo poco. Alla fine non è cambiato niente».
Non ci sono più neppure Moggi e Giraudo...
«Mai avuto contatti con determinate persone, anche se personalmente Moggi mi è simpatico».
Anche la Juve ora, magari, è più simpatica?
«Attenzione, come la Juventus risalirà in serie A tutto tornerà come prima. Questa è una simpatia che scade subito, ho visto quello che è successo a Bologna...».
Partita stigmatizzata da tutti, qualche errore arbitrale c’è stato, non trova?
«Ma c’è una classifica che dichiara che la Juventus è tornata quella di sempre, con una dirigenza che sta lavorando molto bene, nonostante sia stata l’unica a pagare tutto così caro».
Lei però se lo aspettava?
«Si parlava solo di Juventus come capofila di tutto il giro, era praticamente inevitabile. Questo non toglie che ci sia una profonda tristezza in tutti noi».
Ma la Juventus in serie B a chi giova?
«A quelli che potranno vincere qualche scudetto, i vantaggi sono tutti loro. E poi alla serie B: gli spettatori che ha perso la serie A sono quelli che ha guadagnato la serie B, la Juventus in qualunque posto vada porta sempre con sé molta gente».
Un amore che non è scemato con la retrocessione...
«Qui è tutto molto delicato, appena mi sono permesso di dire che avremmo ricominciato tutto dalla serie B, mi hanno attaccato. Come se fossi stato io a decidere la sanzione in serie B. Ma i tifosi sono fatti così e occorre rispettarli».
In fondo per la Juve, la serie B cos’è?
«Un disagio profondo ma nella vita occorre saper ricominciare e a volte occorre ricominciare dal fondo per ripulire tutto. Noi abbiamo deciso di privilegiare la trasparenza soprattutto fuori dal calcio».
Adesso però parla da dirigente...
«Ho visto scagliare tante pietre anche da chi aveva molti peccati... se parlo da dirigente, è perché sono un dirigente della Juve».