«Abbiamo fermato la ghigliottina»

da Milano

Alitalia ha sospeso ieri, all’ultimo momento, una conferenza stampa durante la quale avrebbe illustrato le novità della stagione estiva relative al proprio network. Delineando la futura offerta, avrebbe anche indicato a chiare lettere le prospettive di Malpensa. Anche questa sospensione, dettata evidentemente da motivi di cautela, ha permesso al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, di poter affermare: «Abbiamo fermato la ghigliottina». Da una condanna a morte per Malpensa che sembrava ineluttabile al riaprirsi di uno spiraglio di speranza. Formigoni ha utilizzato la giornata romana per scongiurare, sul filo di lana, «decisioni esiziali di Alitalia» e riaprire la possibilità della «moratoria», insieme all’assessore alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo.
«Alle 23.30 di mercoledì - ha detto Formigoni - dopo il comunicato di Alitalia (sullo stato economico della compagnia e sulle previsioni relative al 2008, ndr) Malpensa era morta. Sembrava ineluttabile che oggi sarebbero avvenuti fatti destinati a cancellare ogni minima speranza di moratoria, cioè di tenere raggruppati gli slot e quindi di aver il tempo di trovare una compagnia che sostituisse Alitalia». «Questa sera - ha detto ieri Formigoni - posso dire che la sentenza di morte è sospesa. Si è riaperta una speranza di poter agire nei pochissimi giorni che abbiamo davanti, per realizzare la moratoria, che nei nostri piani è in grado di garantire che la dipartita di Alitalia da Malpensa non faccia morire la funzione di hub dello scalo». Il sottosegretario Enrico Letta e i ministri Di Pietro e Bianchi, sono le «persone chiave» citate da Formigoni. E ieri sera Alitalia ha indicato ad Assoclearance quanti e quali slot in eccesso avrebbe «liberato» a Malpensa. La società non ha indicato il numero degli slot in eccesso, ma secondo indiscrezioni, nella prossima stagione estiva (marzo-ottobre 2008)la compagnia disporrà di poco più della metà degli slot che aveva in precedenza.
Intanto la Sea, società che gestisce gli aeroporti milanesi, sta valutando la possibilità di una azione legale per chiedere un risarcimento dei danni per il disimpegno di Alitalia da Malpensa. La richiesta ammonterebbe a un miliardo, e sarebbe indirizzata alla società e non allo Stato. «Di questa possibilità ho già parlato a settembre - ha detto all’Ansa Giuseppe Bonomi, presidente Sea - e non nego che si sia proseguito su questa strada».