«Ma abbiamo una forte tradizione»

Milano, per la prima volta con la giunta guidata da Letizia Moratti, ha istituito un assessorato alla Ricerca e all'innovazione. Lo guida Luigi Rossi Bernardi, una vita spesa per la scienza: ordinario di biochimica all'università di Milano, un dottorato in ricerca a Cambridge, già presidente per due mandati consecutivi del Cnr e presidente del comitato dei saggi del ministero dell'Istruzione, università e ricerca.
Quali sono i punti forti e deboli del biotech italiano?
«Un aspetto critico del settore, non solo in Italia ma in tutta Europa, è la dispersione territoriale. Ciò a differenza degli Usa, dove le strutture più importanti sono concentrate in 9 delle 53 aree metropolitane esistenti, in stretta vicinanza dei maggiori centri di ricerca universitari pubblici e privati. In Italia delle 163 imprese biotecnologiche 51 sono dislocate in Lombardia (con il 44% degli occupati complessivi), 28 in Piemonte (21%), 19 in Toscana (8%) e il resto distribuito in tutto il Paese. Occorre un piano nazionale per lo sviluppo del settore e la definizione di chiare priorità, congrue con le caratteristiche e le competenze disponibili nel nostro Paese. Mi auguro che quest’area rappresenti uno dei cinque settori strategici che il piano Bersani “Industria 2015” si propone di finanziare a partire dal prossimo anno».
L'unico problema: la localizzazione delle imprese...
«Altri ostacoli da superare sono lo scarso collegamento tra università e industria e la mancanza di settori trainati dalla grande industria farmaceutica. Eppure nel settore biotecnologico l’Italia ha forti tradizioni, vedi la scoperta della rifampicina, ancora oggi l’antibiotico di elezione per la cura della tubercolosi. Significativa per l’Italia, la vendita di due prodotti antibiotici sviluppati a Gerenzano dalla Biosearch per 1,9 miliardi di dollari alla multinazionale Pfizer».
Il governo Prodi ha cancellato dalla finanziaria i fondi per il nuovo istituto di biotecnologia a Carini...
«Speriamo in un ripensamento, perché i ricercatori proponenti sono molto competenti e strettamente collegati con una prestigiosa università americana».