"Abbiamo paura che l'assassino sia qui in giro"

"Il fidanzato è un bravo ragazzo, non può essere stato lui. Ma lei conosceva i killer"

Garlasco - Via Pascoli e via Carducci. "Sembra si siano messi d’accordo", sorride la signora Mariani che dalle finestre affacciate su via Carducci sorveglia la villa degli Stasi. Ha ricevuto i carabinieri, ha ricostruito la domenica e il lunedì, ha seminato le sue piccole certezze di paese che cozzano contro quell’esplosione di violenza: "Alberto è un bravo ragazzo". "Niente da dire su lui", ripete qualche metro più in là il vicino più vicino: "Lo vedevo la domenica quando si metteva a lavare la macchina sul prato della villa. Non ho notato nulla di strano".

Via Pascoli, l’altro capo del paese, ottocento metri e qualche bar più in là. Qui le villette hanno un ordine più geometrico e un profilo più residenziale: cinque o sei su un lato, altrettante sull’altro. A fianco di quella del delitto c’è l’abitazione dei Pisati: "Io non c’ero - ripete la padrona di casa -, io e mio marito eravamo via. Siamo rientrati quel pomeriggio. Miamammaperò era venuta qua a dare da mangiare ai gatti, ha visto una bici nera da donna appoggiata al muro dei Poggi, alle dieci, dieci e venti è uscita di nuovo e la bici non c’era più. Mia mammaè sicura, non può essersi sbagliata".

Chi può essere stato? E qualcuno può aver visto qualcosa? "Poco, pochissimo, perché qui ci sono muri di cinta, alberi, siepi e poi quasi tutti i condomini erano via, per le vacanze".

Esattamente come sull’altro lato del giallo, solo che dalle parti di via Carducci là città e la campagna sono più mescolate, la strada è in terra battuta, la geografia più accidentata. "Chiara Poggi - riprende la vicina - era una ragazza prudente, accorta, misurata. Non apriva mai senza sapere chi fosse al cancello e così i suoi familiari. Le racconto un episodio: l’8 agosto è evaso un detenuto dal carcere di Pavia, io sono andata in strada perché suonava l’allarme dell’ultima villetta laggiù in fondo", dove la strada muore in un campo. "È uscita anche Chiara, siamo corse laggiù, fino alla casa, ci hanno detto che era scappato un tizio dal carcere, le ho detto: 'Chiara, rientriamo e chiudiamoci dentro'. Lei mi ha risposto: 'Sì, sì'. Era così Chiara. Non l’ho più vista. Sicuramente, l’ha uccisa uno che lei conosceva, ma chi? Non quel ragazzo, il fidanzato, non credo proprio. Io ho paura con un assassino in giro". I militari proseguono discreti gli interrogatori, in via Carducci e in via Pascoli gli abitanti tornano lentamente alla vita normale. E cominciano a convivere con un mistero che s’infittisce.