«Abbiamo perso il nostro angelo»

«Abbiamo perso il nostro angelo, adesso vogliamo giustizia». I genitori di Batute, la 13enne travolta e lasciata a terra da Monica Iacoangeli, la parola perdono non la vogliono nemmeno sentire. «Sono qui da 30 anni - dice il padre, Giovanni - e ho sempre rispettato le regole. Chi sbaglia deve pagare». La notizia dell’arresto della donna alla guida dell’auto pirata non ha dato loro conforto. Chiusi nel dolore, parenti e amici hanno solo la forza di ringraziare i carabinieri che a tempo di record hanno chiuso il cerchio. Ieri, intanto, la scuola media statale Virgilio ha aperto i battenti in segno di lutto. Un modo per ricordare la 13enne travolta e uccisa dopo una drammatica carambola sull’asfalto a pochi passi da casa. Una giornata drammaticamente diversa: non si parla delle normali materie di lezione e l'atmosfera è agghiacciante. Sono in molti a piangere «Pasma», la loro compagna di origine tunisina morta. In alcuni momenti, tra un ricordo e un altro, il silenzio è irreale. Molti discutono della pericolosità della strada, dei lampioni spenti, di quelli che scambiano le vie per piste di Formula 1. «È un modo per far esprimere loro il dolore - dice il preside e sindaco di Ardea Carlo Eufemi -. I nostri alunni sono stati molto carini oggi (ieri per chi legge, ndr) con tanti pensieri affettuosi verso la loro compagna». Su richiesta dello stesso Eufemi è stato sospeso il consiglio comunale fissato al centro anziani di Tor San Lorenzo. Nella classe di Batute diverse reazioni. Pianti, fiori sul banco, lettere e scritte sulla lavagna».