Abbiamo le prove: Marta non ha fatto proprio nulla

Il suo lavoro è la metà di quello di Pericu

Abbiamo le prove che il sindaco Marta Vincenzi non ha fatto nulla. Ma, attenzione, non stiamo parlando dell’inchiesta, bensì del calcolo matematico delle delibere che sono state approvate dalla sua giunta da quando si è insediata nel maggio dello scorso anno fino ad oggi. Potevamo parlare di argomenti singoli, che stanno a cuore alla gente, ma in questa terza puntata della nostra inchiesta su un anno di Vincenzi abbiamo scelto di far parlare le cifre. Una sorta di prova del nove dell’operato di una sindaco che certamente sa comunicare, ma in quanto ad azioni concrete non convince i cittadini. Facciamo l’esempio del 2005, anno in cui era in carica il suo predecessore Giuseppe Pericu: il 23 dicembre, in chiusura di anno solare, il numero delle deliberazioni della giunta comunale, calcolate con successione cronologica come ogni atto pubblico, era il 1.286. L’anno scorso, considerando sia pure con la massima benevolenza che i lavori del Comune si sono interrotti per due mesi a causa delle elezioni e che la Vincenzi ha dovuto prendere confidenza con la macchina comunale, il numero delle deliberazioni al 28 dicembre arrivava appena a 777. Ma c’è di più: il 28 giugno dello stesso anno, con metà mandato di Pericu che ha governato più o meno fino a fine marzo, il numero delle deliberazioni della giunta era di 563.
L’anno scorso era un anno ibrido, va bene. Allora vediamo un confronto omogeneo, tra i primi quattro mesi di quest’anno e il 2005: al 30 aprile 2008 la giunta Vincenzi ha emanato 169 provvedimenti. E se la matematica non è un opinione moltiplicando il primo quadrimestre per tre si arriva a 507 alla fine dell’anno. Quindi meno della metà del lavoro di Pericu & C nel 2005.
La quantità non è la qualità, si dirà. È vero. Ma un osservatore attento della macchina comunale com’è Giuseppe Murolo, consigliere di Alleanza Nazionale, dà un giudizio severo, e non solo perché è all’opposizione. «Quando c’era Pericu lo criticavo tanto che qualcuno mi apostrofò come il censore di Pericu - racconta Murolo -. Però adesso abbiamo passato il segno. Siamo di fronte a una giunta che parla ma non agisce e quello che è stato realizzato fino ad oggi, come per esempio la tanto sbandierata riduzione dei consigli di amministrazione di cui il Comune fa parte è relativa soltanto ad adempimenti legati alla passata legge finanziaria. Nulla di iniziativa propria è stato fatto da questo sindaco che ci sta condannando all’immobilismo».
(3 - continua)