Abbiamo riavuto un po’ di credito...

La sigaretta mi pende dalle labbra, sono le 22 e 30 e io credo di nuovo in Dio. Nel destino che mi ha fatto granata, che mi fa stare in apnea ogni maledetta domenica. Degli arbitri non parlo più, che tanto il credito da esigere è come l’Irpef in arretrato, non lo vedi se non dopo morto. Vabbò, il rigore nostro non c’era. E allora? E Kakà? Ma perché uno come lui deve ladrare al minuto ’93 come un gobbo qualsiasi? E Kaladze? L’insulto a Farina (da oggi quasi sdoganato nonostante precedenti imbarazzanti...) era da rosso, dunque zitti e palla al centro. Signori, il Toro c’è, in tutta la sua veemenza. C’è negli uomini e nei loro attributi, in un Rosina ancora irritante per tifosi e avversari ma spietato e lucido quando serve. C’è nella maestosa difesa Sereni-Natali-Pratali che ha retto il ko da KaPaRo, c’è nella brillantezza di talenti inamovibili come Dzemaili (al Fantacalcio farò sfracelli...), nel livore agonistico di Rubin e Diana. L’attacco resta la superba incognita, che la sapiente mano di De Biasi (guai a chi lo tocca!) dovrà saper risolvere in fretta, magari alla Mourinho con bastone e carota. Noi ci siamo, finalmente. C’è chi risorge dopo una sconfitta, chi svolta dopo una vittoria. Noi, tanto per farci distinguere, emergiamo dall’inferno con un pareggio. La classifica è tanto bugiarda quanto è vero il tremendismo granata dimostrato in campo. Siena trema, stiamo arrivando.