«Abbiamo stimoli a ripetizione con il Parma sarà partita vera»

Delio Rossi insiste col tridente: «Non siamo ancora salvi»

Sarà pure retorico scriverlo, ma continua a essere immortalato come il derby della «via lattea» il match Parma-Lazio in programma oggi al Tardini. Perché anche se Parmalat e Cirio fanno parte della preistoria dei due club e lo tsunami-calciopoli ha spazzato via pure i ricordi, nell’immaginario collettivo le squadre fanno inevitabilmente tornare alla mente i tempi dell’opulenza griffati Tanzi e Cagnotti. In realtà c’è ben poco di quel passato nella sfida delle 15: qualche calciatore che nel frattempo è passato da una società all’altra (Couto) e l’amarcord di chi non vuole proprio saperne di andare in pensione, vedi il quarantaquattrenne Ballotta, oggi difensore biancoceleste dopo essere stato anche baluardo dei ducali. C’è poi da soffermare i pensieri, pensando alla partita, sul ricordo dei tifosi uccisi (gli ultimi due in ordine cronologico) nelle aree di servizio di Badia al Pino e Crocetta, under 30 che hanno perso la vita mentre andavano a seguire le trasferte di Parma e Lazio. E proprio in merito al clima partita che verrà vissuto sugli spalti, ieri Delio Rossi ha spiegato che «stiamo commentando la morte di altro ragazzo: è un dolore che rimarrà vivo nelle famiglie, mentre il calcio col passare del tempo lo dimenticherà». Sincero, il tecnico di Rimini s’è poi soffermato sulla gara: «Abbiamo stimoli a raffica: non siamo fuori dalla zona Uefa a prescindere dalla Coppa Italia; non siamo matematicamente salvi e ci dobbiamo meritare il risultato ogni domenica». Insomma, non sarà una partita scialba quella col Parma secondo il signor Rossi, consapevole anche del fatto che un risultato prezioso in trasferta, oggi, gli permetterebbe d’affrontare meglio la questione legata al rinnovo contrattuale: Lotito sarebbe pronto a rinnovargli la fiducia per un altro biennio mentre lui, il tecnico che somiglia a Popeye, ha prontamente risposto con garbo che «non ho sentito le sue parole, ho un contratto in essere e voglio rispettarlo. Se il presidente mi chiama, ne parliamo». «E poi - ha comunque aggiunto - il presidente ha sempre ragione, è lui il proprietario della squadra». Insomma, vista l’antifona, meglio farlo parlare dell’antagonista di turno («Ha un gioco di qualità, mi ha stupito trovarla in posizione così bassa. Contro di loro mi aspetto una Lazio simile a quella delle ultime partite») e dei singoli. Di Bianchi ha detto che «la punta non la valuta solo per i gol, ma per quello che fa per la squadra. Il gol quando lo si cerca è momento che non arriva cosi come fu per Rocchi», mentre in merito al possibile utilizzo di Zauri ha spiegato che «Luciano sta tornando dopo un lungo recupero. Per fortuna non abbiamo emergenze nei vari reparti, comunque ci sto pensando». Ultimo argomento toccato, il capitolo-Muslera: «Non so se farlo giocare questa o l’altra partita». Dubbio-portiere a parte, Rossi schiererà Radu e Zauri sulle fasce e la coppia Siviglia-Cribari centrale di difesa; poi, affidati a Ledesma, Mudingayi e Behrami i compiti di centrocampo, darà spazio di nuovo al tridente. Sbancare il Tardini non appare un'impresa, anche se gli emiliani scenderanno in campo quasi dovessero disputare una finale Champions. Il bisogno di punti salvezza li porterà sin dal fischio d'inizio del signor Trefoloni ad assaltare il fortino biancoceleste. La Maginot laziale è avvisata.