«Abbiamo sventato due attentati sotto elezioni»

Emanuela Fontana

da Roma

Un gruppo di terroristi islamici voleva colpire sotto le elezioni, nella metropolitana di Milano o alla Chiesa di San Petronio a Bologna. Stavano organizzando un attentato con vittime in una delle due città, ma sono stati intercettati dalla nostra intelligence e dai carabinieri del Ros. Tre sono stati espulsi dal ministro dell’Interno Beppe Pisanu.
Lo ha confermato lo stesso Pisanu ieri, e la notizia ha creato un certo stupore negli ambienti politici. Dello sventato attentato avevano già parlato i giornali nei giorni scorsi. Ora da Pisanu arriva la conferma e l’aggiornamento sulla situazione dei sette sospetti. Dall’opposizione c’è anche chi ha commentato con dichiarazioni infastidite: «Non è una novità», ha detto il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, a proposito del rischio per San Petronio. Mentre il verde Paolo Cento ha avvertito: «Non creiamo falsi allarmismi».
Pisanu dunque ieri ha raccontato ciò che è avvenuto nelle settimane scorse, quando il dibattito politico era orientato su tutti altri fronti. «Ora posso dirvelo - ha chiarito -: vi era un progetto terroristico che avrebbe dovuto essere attuato nel nostro Paese e l’azione di controllo e prevenzione dei nostri apparati ha consentito di sventarlo». Un lavoro di pedinamento dei Ros svolto nel corso di sei mesi e partito da Milano. Il piano prevedeva di collocare dell’esplosivo prima a Bologna per «far saltare» l'affresco della chiesa di Piazza Maggiore e poi, dopo le elezioni, un altro attentato nella metropolitana milanese. Di questo piano terroristico aveva parlato tra l’altro all’antiterrorismo anche un giovane marocchino arrestato in Grecia a novembre. Un emiro «vicino al Gia» algerino stava progettando, aveva raccontato il testimone, un attentato nella chiesa «dove c’è il quadro del profeta». San Petronio, appunto.
Il progetto terroristico, ha continuato Pisanu, «è stato percepito tempestivamente, anche grazie alla preziosa collaborazione dei Paesi amici». Dei sette sospettati, «tre sono stati espulsi con mio decreto, due sono agli arresti, uno è sotto controllo e un altro ancora è ricercato», ha riassunto il ministro. L’operazione è la prova che «il nostro sistema di prevenzione, basato sul controllo asfissiante del territorio e degli ambienti a rischio, si è rivelato ancora una volta piuttosto efficiente».
Il gruppo era maghrebino di un livello di pericolosità giudicato medio-alto dagli investigatori. «Avrebbero voluto provocare morti e panico - spiega un investigatore -. A Bologna l’obbiettivo era l’affresco contenuto all’interno di San Petronio raffigurante Maometto all’inferno. Un’immagine considerata sacrilega dagli islamici». I sette erano tunisini e marocchini aderenti ad Al Qaida per il Maghreb e al Gspc, gruppo salafita per la predicazione e il combattimento. Si è deciso per l’espulsione immediata per stroncare immediatamente i loro propositi e non perdere altro tempo nelle indagini. Un’operazione che «conferma, anche in questa circostanza, che il sistema di sicurezza italiano riesce da “arrivare prima”», ha sottolineato il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano. «Sapevamo di questi rischi. Si è trattato di una grande dimostrazione di capacità delle forze di polizia e della dimostrazione che l'Italia è un Paese in cui è garantita la sicurezza», è stato il commento del ministro degli Esteri Gianfranco Fini. Mentre il presidente della Camera Pierferdinando Casini ha chiesto di non strumentalizzare l’annuncio di Pisanu: «È stato fatto da un ministro che gode della mia fiducia. Contro il terrorismo bisogna sempre mantenere alta la guardia, ma penso anche che su queste cose non bisogna dividersi e evitare polemiche».
Marco Minniti, responsabile sicurezza e difesa dei ds, attacca in particolare la tempistica dell’annuncio, e non è il solo nelle file dell’opposizione: «Sorprende il fatto che su questa vicenda si ritorni solo ora tenendo conto che era già nota da tempo. È evidente il rischio di una strumentalizzazione già ampiamente in corso guardando alle recenti vergognose dichiarazione dell'ex ministro Calderoli». Nell’Unione non è polemico Enzo Bianco della Margherita, anche per il suo ruolo di presidente del comitato di controllo parlamentare sui servizi: «Un apprezzamento - commenta - va alle forze di polizia e di intelligence che hanno lavorato con attenzione ed efficienza in un periodo di grande esposizione per il nostro Paese».
La notizia degli attentati in preparazione contro due obiettivi italiani era stata confermata a gennaio da alcune informative delle autorità giudiziarie francesi e marocchine. L’antiterrorismo italiano si è attivato immediatamente e ha informato le Procure di Bologna e Milano. La Chiesa di San Petronio a Bologna era da tempo nel mirino proprio per l’immagine, giudicata sacrilega nell’islam, di Maometto negli inferi.