«Abbiamo trovato un muro di omertà»

«Ci siamo trovati dinnanzi a un muro di omertà che non vedevamo da tempo». I carabinieri della compagnia di Abbiategrasso hanno faticato non poco a trovare qualcuno che ammettesse di essere stato testimone oculare della lite dicendo chi era il colpevole dell’accoltellamento. «I ragazzi presenti alla partita di calcetto ci hanno raccontato una sfilza di bugie inimmaginabili. La maggior parte di loro ha asserito, mostrando grande convinzione e ostentando una sincerità contro le quali era difficile proseguire oltre, che l’autore del tentato omicidio faceva parte di una compagnia di persone mai viste, estranei che nessuno aveva incontrato prima di allora e che, dopo il fatto, erano scappati. Insomma: abbiamo trovato una ventina di ragazzi che erano sicuramente presenti al fatto, ma ci sono volute ore prima che qualcuno ci indicasse, in qualche modo, dove potevamo trovare il colpevole». E lui, il quindicenne? «Anche lui, prima di dire la verità e ammettere di aver accoltellato il diciottenne è stato sentito a lungo in caserma - concludono i militari -. Poi, finalmente, ha confessato. Rivelandosi per quello che è veramente: un ragazzino».