«Abbiategrasso è al bivio Un voto per cambiare»

Settanta abbiatensi su cento, il 27 e 28 maggio, hanno espresso con il voto la voglia di cambiare. Desiderio di un’amministrazione comunale che «ascolta prima di decidere», che «coniuga sicurezza con legalità» e che «pensa al domani di Abbiategrasso». Impegni del centrodestra firmati da Roberto Albetti (Forza Italia) che al ballottaggio del 10 e 11 giugno si presenta con il 45,8 per cento dei consensi, mentre la sinistra è ferma al 27,5.
Qualcosa come 18,3 punti di distacco e con l’aggiunta del cambiamento, del rinnovamento già espresso da sette elettori su dieci, «solo tre su dieci hanno scelto il sindaco della sinistra» annota Albetti: «Ora andiamo avanti con la nostra squadra unita e coesa e con un invito agli elettori delle altre liste che non partecipano al ballottaggio (Ceretti uno di noi, Lista Bosco, Fiamma tricolore ndr) a esprimersi con il centrodestra, a scegliere il cambiamento per lasciarsi alle spalle un’amministrazione uscente che ha vivacchiato per cinque anni».
Nessun apparentamento, quindi. Neanche per il sindaco uscente Fossati che fatto pieno di tutti i consensi non può certo contare al ballottaggio su quelli dell’ex capogruppo dell’Ulivo Ceretti che ha in dote 3.307 voti ovvero il 19,9 per cento e che, dettaglio non da poco, ha invitato i suoi elettori a scegliere il cambiamento. Come dire: Albetti parte avvantaggiato e, diciamo, «oltre gli schieramenti». Obiettivo raggiungibile con il replay del giudizio netto e negativo che gli abbiatensi hanno già dato alla giunta rossa.
Valutazioni di una città al bivio «tra un possibile declino e un rinnovato sviluppo» chiosa Albetti: «Il mio programma parte della positività. Vogliamo liberare le risorse e le energie di una comunità viva, dinamica e operosa». Una «comunità» abbandonata a se stessa dal Comune della sinistra, quello che «non sa risolvere i problemi a causa di dissensi e contraddizioni interne». Risultato? Lavori stradali improvvisati, cimitero fatiscente e viabilità impazzita per mancanza di strategia, «noi diciamo basta e firmiamo un patto con gli abbiatensi». Patto condensato in cinque capitoli - per la famiglia e il sociale, per le strade e la viabilità, per il nuovo ospedale, per la sicurezza e, infine, per il lavoro e i giovani - che Albetti ha presentato ai suoi concittadini, il sindaco del centrodestra è infatti nato ad Abbiategrasso, dove risiede da sempre e dove è stato anche vicesindaco.
Esperienza amministrativa che non gli manca certo e che, anzi, è «garanzia di libertà e di buon governo». Che è sintesi del modello formigoniano, «il governo della Lombardia che in questi anni ha saputo innovare il modo di interpretare i bisogni dei propri cittadini e rispondervi attuando con determinazione i principi della sussidiarietà, della solidarietà, della responsabilità e della libertà». Chiaro a tutti che, in quel di Abbiategrasso, è tempo di cambiare.