Abbiategrasso, molotov contro la moschea

Un uomo è fuggito su uno scooter: una telecamera lo avrebbe ripreso

Chi si occupa di queste cose, i cosiddetti «esperti», non hanno dubbi: «Deve trattarsi per forza di un fatto squisitamente locale». Una deduzione forse non lapalissiana, ma nemmeno estremamente complessa quella che commenta il terzo episodio in 4 mesi di molotov lanciate contro il centro islamico di Abbiategrasso, l’ex falegnameria di via Crivellino. Stavolta, anziché di notte, come in precedenza, è accaduto poco prima delle 14.30 di ieri. E l’autore sarebbe un giovane con il volto coperto da una grossa sciarpa, arrivato in sella a uno scooter e scomparso così come era arrivato, in un baleno. Ma stavolta non prima che una telecamera della zona l’avesse immortalato.
«Più che due esplosioni due fiammate! Anche perché gli ordigni sono sempre molto artigianali - spiegano i carabinieri -. La prima, la più piccola, ha annerito il marciapiede del cortile interno; l’altra ha lasciato segni più evidenti sull’asfalto».
Il centro islamico - un cortile dove ha sede da due anni un luogo di preghiera (la moschea) e il centro culturale «Alif Baa» - era stato già bersaglio di un attentato incendiario nella notte tra il 25 e il 26 luglio scorso. Episodio bissato qualche giorno dopo, nella notte tra il 9 e il 10 agosto, quando altri due ordigni artigianali vennero lanciati attraverso i cancelli chiusi del centro ed esplosero, mentre un tubo pieno di polvere pirica venne fatto rotolare accanto agli ordigni ma rimase (fortunatamente) inesploso. Fino a ora nessuna rivendicazione.
«Adesso abbiamo davvero paura» confida Hamid, 46 anni, gli ultimi 16 in Italia, portavoce del centro.