Per un Abbiati che va un Milito in sospeso

Giovanni Porcella

Sono ore febbrili in casa del Genoa. Da una parte c’è l’attesa per sentenza del giudice Alvaro Vigotti che, se positiva come si augurano società e tifosi, potrebbe spalancare di nuovo le porte della serie A ai rossoblù, dall’altra una oggettiva e complessa situazione tecnica che passa diventa sempre più difficile da gestire. Dopo la partenza di Parisi, tornato giorni fa a Messina, ieri ha salutato tutti il portiere Christian Abbiati che per volontà addirittura del premier Silvio Berlusconi è passato dal Milan, via Genoa, alla Juventus in prestito per un anno. Abbiati, che ieri mattina era già partito per Milano sostituirà Gigi Buffon operato a Torino alla spalla. Il numero uno della nazionale dovrà star fermo tre mesi e la società campione d’Italia non si fida troppo di Chimenti e così è arrivata ad Abbiati che ormai mal sopportava le incertezze legate al caso Genoa. Il direttore generale bianconero Giraudo ha ringraziato il club rossonero e così ha fatto il procuratore del giocatore Vincenzo Morabito: «Abbiati è felice. Dispiace per il Genoa, lui aveva accettato con entusiasmo il passaggio a Genoa, poi l’epilogo della vicenda della gara col Venezia ha rovinato tutto».
Per un Abbiati che va, c’è un Maldonado che non arriverà mai. Il difensore al centro della presunta combine col Venezia si è infatti accasato ieri al Napoli e ieri ha già disputato il primo allenamento con la maglia azzurra. Diego Milito, intanto, è sempre in lista d’attesa. L’argentino ieri è tornato ad allenarsi in gruppo e la sua partenza non è così imminente. Milito vuole andare a giocare nel Real Saragozza. L’accordo tra il calciatore e il club iberico è già stato raggiunto, ma il Genoa invece si sarebbe accordato col Cagliari disposto a pagare di più degli spagnoli che sborserebbero solo 3 milioni di euro. Preziosi ha le sue buone ragioni a non svendere uno dei pezzi migliori della sua collezione e poi Milito non ha dimostrato neppure un minimo di gratitudine nei confronti di una società che l’ha lanciato nel calcio che conta.
Per il resto il valzer attorno alla rosa del Genoa è assordante. Se verrà confermata la serie C1, c’è da mettere in conto una vera e propria emorragia di giocatori. Paci piace al Parma, Tedesco è nel mirino dell’Ascoli assieme a Bjelanovic. Stellone interessa al Treviso ma anche ad altri club, Ezio Brevi con il fratello Oscar potrebbe finire al Torino, Markovic attualmente impegnato all’estero in un torneo con la propria nazionale serba ha estimatori in Europa e dovrebbe fare le valigie in pochi giorni, Caccia sembra vicino all’Empoli dove chiuderebbe la carriera. E naturalmente anche la permanenza del tecnico Guidolin è in forte bilico.
Ieri a villa Rostan c’è stato un lungo summit per parlare della vicenda legale con l’avvocato Andrea D’Angelo che in caso di sentenza positiva di Vigotti chiederebbe una serie A a 21 squadre, ma anche di mercato. Enrico Preziosi ha intenzione comunque di allestire una formazione competitiva in serie C1 ed essendoci pochi giorni a disposizione avrebbe già anche individuato il nome del possibile allenatore: non ci sono conferme, ma a livello nazionale si parla di un interessamento per Franco Colomba. Altro nome eventualmente percorribile dovrebbe essere quello di De Biasi.
Tutte illazioni e congetture, in attesa del pronunciamento di Vigotti, atteso per stamattina. Il giudice depositerà presso la cancelleria del Tribunale di Genova la sua decisione che darà, comunque vada, un senso a tutta questa estate tormentata del Grifone.
Intanto i tifosi martedì sera sono tornati in piazza per manifestare civilmente il proprio dissenso verso una giustizia sportiva che oltre al Genoa sta facendo insorgere il Napoli e soprattutto il Bologna che con l’avvocato Grassani ricorrerà al Coni per la mancata iscrizione in serie A degli emiliani che avevano chiesto l’esclusione dal massimo campionato della Reggina per problemi economici. Insomma, il Genoa nella sua battaglia potrebbe trovare altri compagni di avventura.