Abbiati mette in fila le sue prodezze: Perugia resta sempre al primo posto

Il portiere rossonero, protagonista di una paratona anche a Brescia, ha passato in rassegna tutta la sua carriera e ha scelto la parata numero uno della carriera. Riconoscimento pubblico anche per Van Bommel, fondamentale per lo scudetto

La prima parata scudetto non si scorda mai. A sostenere la testi, romantica e forse tecnicamente valida, è Christian Abbiati, il portierone milanese di 32 anni, che sabato scorso a Brescia, con la sua manona è riuscito a deviare il destro a girare di Diamanti e ad evitare, contestualmente, il pareggio del Brescia che avrebbe rallentato la corsa sucdetto dei berlusconiani. Intervistato da milan-channel, Abbiati infatti ha sostenuto la seguente testi: «Quella col Perugia (maggio del '99, scudetto di Zaccheroni, per capirsi, ndr) ha sicuramente un'importanza indimenticabile perchè si trattava dell'ultima giornata, degli ultimi minuti ed era il mio primo anno in serie A col Milan. E poi era molto più difficile di quella contro il Brescia». In quella circostanza, tra l'altro Abbiati partì come terzo portiere, dietro il tedesco Lehmann e l'italiano Sebastiano Rossi. Il primo si ritirò a Cagliari, dove Rossi subentrando, riuscì a parare il rigore. Poi anche Rossi si fece da parte e toccò ad Abbati accompagnare per mano la cavalcata trionfale dei milanisti nelle ultime sette partite di quella stagione.

Umile e concreto, Abbiati ha così commentato il rendimento attuale: «Mi verrebbe da dire che ho solo fatto quello che dovevo fare e che mi chiedono di fare il mister e la società. Non so se questa sia la mia miglior stagione. Anche nel 2008 stavo facendo una ottima annata, poi ebbi l'infortunio». Rivolgendo lo sguardo verso il gruppo squadra Abbiati ha segnalato, non certo a caso, il rendimento di uno degli acquisti di gennaio, Marc Van Bommel. «Non lo conoscevo bene all'inizio, mi ha sorpreso in positivo, è un ottimo giocatore, un grande campione e una grande persona. Mi ha fatto piacere giocare con lui» la sua conclusione.