Gli abbracci spezzati di Pedro: «Sarebbe un bel romanzo»

Almodóvar ha presentato il trailer del suo film più costoso

da Madrid

Baci sulle labbra, risate e tanti abbracci. In attesa di quelli «rotti» che colmeranno ogni sequenza del diciassettesimo film di Pedro Almodóvar, Los abrazos rotos («Gli abbracci spezzati»), le cui prime immagini sono state presentate ieri, dopo otto mesi di riprese, alla stampa e che uscirà in Spagna nel 2009. Solo una quarantina di minuti di conferenza, con la sua Penelope Cruz, magrissima, e Lluis Omar, i due protagonisti.
Il regista manchego, ha scherzato a lungo con il suo campionario di provocazioni, per poi diventare serio, quasi triste, davanti a quello che è il progetto più ambizioso e costoso della sua carriera: oltre 20 milioni di euro. «È un romanzesco film d’amore e dolorosi tradimenti», con forti tinte noir, accarezzato dagli echi delle pellicole anni Cinquanta, dettato dai suoi ricordi più amari e influenzato anche da una salute che negli ultimi tempi è stata un po’ capricciosa con lui. «Se io avessi avuto il talento di uno scrittore, il film sarebbe stato un romanzo vero e proprio. Ha una trama lunghissima, piena di mille avvenimenti. Un dramma dalle tinte noir che contiene una storia d’amore. Tutti soffrono tantissimo, commettono atrocità, ma anche atti di vero eroismo. Ed è una vera pacchia per uno a cui piace raccontare».
Ci sono voluti dieci anni per pensarlo e condensarlo in una sceneggiatura fiume che ha generato una serie di sofferti ripensamenti e nuove stesure. La storia si srotola tra il 1994 e il 2008 e scruta sempre quel delicato universo femminile che lui racconta da oltre trent’anni, e che per la prima volta sterza a sorpresa verso il genere thriller. Una scelta stilistica inedita, più cupa del solito, che sembra essere il prodotto di quella lancinante emicrania che lo perseguita e lo ha costretto a frequentare ambienti bui e a evitare lunghe ore davanti al computer.
Tuttavia, malgrado le insolite atmosfere, quell’aria un po’ triste, gli acciacchi dell’età, la sua avarizia nel dare più dettagli - «Perché voglio che la gente sia più possibile vergine quando entrerà al cinema» - guardando i dieci minuti del trailer, c’è ancora il suo humour tagliente, perché, nonostante il mal di testa, sempre di brillante melodramma si tratta, e non poteva mancare quel mix di ironia e sentimento in cui vivono per due ore le incongruenze della vita e gli sgambetti del cuore. Sempre secondo Pedro.