Un abbraccio al segretario confermato dopo aver rassicurato An e Forza Italia

«A partire dal 1994 senza Berlusconi il centrodestra non sarebbe esistito»

da Roma

Si conclude poco prima delle 13 il Secondo congresso nazionale dell’Udc. Con i saluti del segretario rieletto per alzata di mano dai 2000 convegnisti, abbracciato dal presidente Casini, acclamato «leader dei moderati» dopo il suo intervento. Sfilano fuori dal Palalottomatica i delegati e gli ospiti mentre il presidente del Congresso legge l’elenco dei 200 nuovi componenti del comitato nazionale. Un congresso concluso con grandi unanimismi, anche perché gli scontri dentro l’Udc si erano già consumati, con i tanti, da Raffaele Lombardo a Gianfranco Rotondi, usciti fuori dal partito nei mesi scorsi.
Il dopo congresso si apre subito con i commenti degli alleati, soddisfatti delle conclusioni, dopo le tensioni del primo giorno. Ospite tra i più applauditi, il ministro Pisanu (salutato da Buttiglione come il migliore del governo). Sembra molto soddisfatto soprattutto delle conclusioni di Casini: «Un discorso grandemente positivo che rilancia lo spirito unitario del congresso, l’idea del nuovo partito dei moderati italiani e rafforza lo spirito di coalizione della Casa delle libertà. In questo contesto unitario e nello spirito di coalizione - sottolinea - la figura di Berlusconi riemerge non solo come una risorsa ma come la più grande delle risorse della Casa delle libertà». Sandro Bondi sottolinea la parte del discorso di Casini sulla «costruzione del partito dei moderati come traguardo necessario». «Forza Italia - continua il coordinatore nazionale - continuerà a essere il fulcro di questo progetto politico, essenziale per le sorti dell’attuale maggioranza e per l’evoluzione positiva del sistema politico italiano». «Ho molto apprezzato il puntuale intervento del presidente Casini al congresso dell'Udc, che dissipa quei dubbi, seppur minimi, che poteva aver suscitato la relazione di Follini», afferma il ministro dell’Ambiente Altero Matteoli (An), reduce da un difficile comitato nazionale del suo partito. Dello stesso tenore il commento di Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore nazionale di Fi: «Casini ha obiettivamente superato alcune delle asprezze polemiche contenute nella relazione di Follini e ha dato un contributo positivo a una riflessione che la Cdl deve fare, evitando però polemiche interne che favoriscono solo gli avversari».
Più articolato il commento del presidente dei senatori dell’Udc, Francesco D’Onofrio, rimasto a lungo seduto sul palco della presidenza da solo, come a riflettere a lungo sugli eventi di questi giorni. «Bisognerà capire tutti i momenti di questo congresso», spiega quello che è stato uno dei fondatori della Cdl del 1994. «È importante tenere l’Udc nel solco dell’alleanza. È stato importante il discorso di Casini. Ma è necessario capire che siamo in un momento diverso di quando Berlusconi offrì una zattera agli ex-democristiani e An è stata sdoganata. Sono passati dieci anni. Siamo nella fase post. Che faremo? Io domani sono a Catania a fare un convegno, con Adornato, sul tema del «partito unico e territorio».
E in serata, intervenendo a sorpresa alla festa della Lega di Ternate (Varese), Umberto Bossi ha ricordato che oggi incontrerà Berlusconi: «Dobbiamo aiutarlo a ristabilire la rotta».