Abertis: «Nessuno slittamento della fusione»

Gros Pietro: «Per l’Italia in arrivo nuove risorse»

Gian Maria De Francesco

da Roma

Autostrade e Abertis vogliono evitare uno slittamento dei tempi della fusione. Ma anche ieri il presidente dell’Anas, Vincenzo Pozzi, ha ribadito che l’integrazione «non deve procedere prima che le garanzie richieste vengano sintetizzate in un atto aggiuntivo».
L’ente che vigila sulle concessioni autostradali, ha aggiunto Pozzi, vuole «acquisire certezze assolute sulle garanzie degli investimenti che vengono effettuati in Italia». E l’unico strumento per formalizzare gli impegni è un quinto atto aggiuntivo della Convenzione del 1997. Queste istanze sono state avanzate da Pozzi martedì scorso nell’incontro con i vertici di Autostrade. Ma l’assemblea straordinaria per la fusione è fissata a Roma per il prossimo 28 giugno in prima convocazione: si potrà modificare l’accordo tra Autostrade e Stato in un tempo così ristretto? Gros-Pietro ne è convinto. «Ci potrebbe essere un accordo vincolante che precede un atto aggiuntivo da fare in seguito», ha detto ieri ribadendo che non è possibile nessun rinvio. «Nel momento in cui due società decidono di fare una fusione decidono tutti i termini che vanno bene per quel momento lì», ha aggiunto.
E da Barcellona anche Abertis è sicura che la tempistica sarà rispettata. «Siamo fiduciosi che si troveranno elementi di consenso per arrivare a una soluzione comune. Al momento il calendario è confermato e non ci sono elementi per modificarlo», ha fatto sapere il gruppo guidato da Salvador Alemany Mas. Ma sulle nozze incombe anche la volontà del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che da una parte ha incaricato l’Anas di far rispettare le garanzie sugli investimenti e sulla trasparenza della governance e dall’altra ha chiesto al Consiglio di Stato un parere preventivo sulla possibilità per il ministero di porre un veto sull’aggregazione. Gros-Pietro ha sostenuto che pure queste difficoltà sono superabili. «Siamo pronti - ha dichiarato - a discutere il governo di investimenti aggiuntivi oltre a quelli già autorizzati perché la fusione mette a disposizione della società risorse superiori a quella che la singola Autostrade potrebbe mettere in campo in Italia». Nel nuovo incontro con l’Anas del 14 giugno Autostrade potrebbe anche impegnarsi al rispetto degli impegni tramite una delibera del cda (in calendario il 16 giugno; ndr), ma appare difficile che Pozzi possa accettare questa prospettiva. Senza un avvicinamento ulteriore tra le parti le alternative sarebbero due: proseguire nell’operazione con il rischio di una fine anticipata della concessione o rinviarla considerato che la fusione sarà efficace tra ottobre e novembre.
Intanto l’ad di Autostrade, Giovanni Castellucci, ha rassicurato il presidente dell’Ance (l’associazione italiana dei costruttori) sul fatto che la presenza dell’impresa di costruzioni spagnola Acs nel capitale della nuova Abertis non comporterà uno svantaggio per le aziende italiane. Ieri a Piazza Affari Autostrade ha ceduto lo 0,44% chiudendo a 22,39 euro.