Abertis è preoccupata, la Borsa pure

Il timore di uno stop alla fusione fa cadere il titolo. Domani il Tar decide sulla vertenza Anas

da Milano

Vigilia nervosa per Autostrade, in attesa della sentenza del Tar, che domani dovrà decidere sul contenzioso con Anas, stop al maxidividendo compreso. Tanto che è bastata una battuta dell’amministratore delegato Giovanni Castellucci, a proposito delle «serie» preoccupazioni di Abertis per gli effetti dell’articolo 12 sulla concessione unica, a spaventare la Borsa: il timore di una definitiva rinuncia alla fusione ha fatto perdere al titolo Autostrade quasi il 2 per cento.
Solo l’immediata correzione di rotta, prima da parte degli spagnoli - «Nessun passo indietro», ha detto un portavoce di Abertis - poi dallo stesso Castellucci, il quale ha precisato che tutto si deciderà nell'assemblea dei soci convocata per il 13 dicembre, ha consentito ad Autostrade di recuperare terreno e chiudere in calo dello 0,59 per cento.
Si rafforzano intanto le indiscrezioni a proposito della possibilità che la fusione possa essere conclusa anche dopo la fatidica data del 31 dicembre 2006, ormai praticamente impossibile da rispettare. Uno slittamento di qualche mese - per esempio nel febbraio 2007, quindi prima dell’approvazione del bilancio 2006 - darebbe infatti la possibilità alle due società di valutare le modifiche alle norme sulle concessioni autostradali inserite in Finanziaria, la cui approvazione definitiva è prevista appunto per il 31 dicembre. Da Autostrade non arrivano commenti ufficiali: ma il consiglio d’amministrazione convocato per il 7 dicembre - quindi subito dopo la sentenza del Tar - potrebbe essere la sede per esaminare la possibilità di un rinvio.
Molto dipenderà dalla portata delle modifiche all’articolo 12, che anche Bruxelles ha messo sotto accusa in quanto contrario alla normativa europea su concorrenza e mercato. Ieri Giovanni Legnini, senatore dell'Ulivo, ha detto che la maggioranza sta pensando alla possibilità di «ampliare il novero di casi in cui, per l'assegnazione dei lavori di manutenzione e di fornitura dei servizi, ci sia l'esclusione dall'obbligo di gara», oggi invece previsto in tutti i casi. E oggi l'Aiscat, in un’assemblea straordinaria, tornerà a chiedere un passo indietro al governo, rispetto a nuove regole considerate una «modifica unilaterale» a «contratti, le concessioni, regolarmente in vigore».