Abete: «Difenderemo la nostra autonomia»

da Roma

«Uno sgambetto da cartellino giallo», lo definisce il presidente della Lega calcio Antonio Matarrese. Preoccupato, come tutti i vertici del calcio, che questo nuovo fronte possa compromettere il cammino verso l'assegnazione di Euro 2012, che avverrà a Cardiff fra 13 giorni. «La Federcalcio - sottolinea in una nota il presidente Giancarlo Abete - compirà immediatamente i passi più opportuni sotto il profilo giuridico e processuale. Pur nutrendo grande rispetto per tutti i pronunciamenti della magistratura italiana, l'impugnazione di atti giuridici della Figc sono di esclusiva competenza del Tar del Lazio in primo grado e del Consiglio di Stato in secondo grado». Il numero uno di via Allegri si dice anche sorpreso dalla decisione del Tar catanese «a due mesi dai tragici eventi in cui ha perso la vita l'ispettore di polizia Filippo Raciti».
Della questione si occuperà oggi l'Osservatorio del Viminale, nella consueta riunione settimanale (prevista per le 10) alla quale parteciperanno anche Abete e Matarrese. «Il mondo del calcio sta lavorando in perfetta sintonia con l'organo del ministero dell'Interno - ricorda il presidente della Figc - per esperienza e competenza sarà quella la sede per una valutazione approfondita di tutti questi aspetti».
L'Osservatorio classificherà il match Catania-Roma di sabato a rischio tre: la partita all'andata conobbe per altro un finale ricco di polemiche dopo il 7-0 che la Roma inflisse ai siciliani. Furono proprio i dirigenti del Catania a parlare di possibili «vendette» sportive nell'incontro di ritorno. Un motivo in più per ritenere questa sfida ad altissimo rischio. Quindi verrà confermato il campo neutro di Lecce e la disputa del match a porte chiuse. Una soluzione alternativa potrebbe essere far giocare la partita allo stadio Massimino di Catania, che essendo inagibile pur se dissequestrato, non potrà accogliere ugualmente il pubblico, nemmeno gli abbonati rossoblù. Ultima soluzione possibile, alla quale la Federcalcio sta pensando seriamente, quella di posticipare il match a data da destinarsi. Questo consentirebbe alla battaglia giuridica tra Figc e Tar di Catania di trovare la parola fine, cosa impossibile in due giorni, quanti ne mancano alla disputa dell'incontro. Il problema, in questo caso, è l'assoluta assenza di date nel già affollato calendario da qui al 27 maggio. E le cose si complicheranno maggiormente se la Roma dovesse superare il turno di Champions.
«Abete è il nostro capo e saprà lui come uscire da questa situazione - ha sottolineato Matarrese -. Si parla sempre di aiutare il calcio, ma mi sembra lo si voglia fare solo a parole. Dopo quello che è successo l'estate scorsa, ci siamo messi in condizione per essere rispettati per il nostro lavoro e poter gestire autonomamente il mondo del calcio. Spero che i Tar non prendano esempio da quello di Catania e mandino in tilt il sistema. Ma c'è un nuovo codice di giustizia sportiva molto duro: quando entrerà in vigore, i presidenti si calmeranno perché quando si toccherà la tasca... ».