Abete scrive alla Juve: "Campionato regolare"

Il presidente della Federcalcio risponde alla lettera dei dirigenti bianconeri dopo Reggina-Juventus: "Comprendo l'amarezza, ma i campionati sono regolari e gli arbitri seri". L'Aia: "Un impegno al di sopra di ogni sospetto"

Roma - Il presidente della federcalcio giancarlo Abete ha risposto con una lettera indirizzata al presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli e all’amministratore delegato Jean Claude Blanc alla protesta bianconera per gli arbitraggi in questo campionato. Nella sua lettera (indirizzata personalmente a Cobolli Gigli e a Blanc), il presidente della Figc ribadisce l’impegno da parte della Federazione a garantire il rispetto delle regole e a tutelare i valori morali ed economici di tutte le società italiane, dalla serie A ai dilettanti; si può comprendere - questo il senso della riflessione di Abete - l’amarezza che dirigenti tecnici e calciatori della Juventus, come quelli di altre squadre nel corso della stagione, possono maturare per decisioni arbitrali ritenute ingiuste, ma nessun dubbio può esserci sulla regolarità dei campionati e sulla serietà e la preparazione degli arbitri. Abete si dice convinto che la Juventus saprà superare le amarezze dei giorni scorsi facendo prevalere il progetto tecnico e morale della società; conferma sul fronte delle nuove tecnologie la disponibilità della Figc, in linea con Fifa e Uefa, per favorire sperimentazioni che potrebbero dare ulteriore supporto al mondo arbitrale; richiama infine il ruolo della Federazione come momento di sintesi di tutte le componenti interne e fa riferimento al Consiglio federale come sede naturale e istituzionale aperta al dibattito e al confronto sui problemi di politica sportiva per migliorare i livelli qualitativi del calcio.

L'Aia "Un impegno al di sopra di ogni sospetto". È il titolo di una lunga nota con cui l’Associazione italiana arbitri, presieduta da Cesare Gussoni, interviene dopo le tante polemiche sui fischietti italiani delle ultime settimane, culminate con la lettera aperta della Juve a Figc e alla stessa Aia. Precisando che la "totale responsabilità" delle designazioni è stata affidata all’Aia "dal nuovo Statuto Federale", l’associazione si sofferma sulle critiche ricevute dagli arbitri. "Per il grande interesse determinato dal campionato di serie A, è intuibile - si legge - che eventuali critiche mosse a qualche direzione arbitrale possano assumere dimensioni non abituali per le altre competizioni né per analoghe situazioni che si verificano nei campionati di altre federazioni europee". Secondo l’Aia, il valore della classe arbitrale italiana "viene costantemente riconosciuto dai massimi esponenti di Fifa, Uefa e Coni. Questo - prosegue il comunicato - non toglie che i nostri arbitri, nessuno escluso, possano incorrere in errori di valutazione nel corso della direzione di una gara: così come è concesso l’errore a calciatori e tecnici senza mai dubitare della loro buona fede, altrettanto si deve concedere ai direttori di gara che scendono in campo ben preparati perché provenienti dalla severa selezione rappresentata dai nostri tornei".