«Abilitazione speciale per atterrare a Linate»

Alla base dello sbaglio, un’altra incomprensione fra la torre e il Beechraft

Un corso teorico per i piloti che vorranno operare su Linate: lo chiede l’ente nazionale aviazione civile per evitare in futuro ignoranza sulle caratteristiche di questa pista. Quando si parla di aerei c’è sempre una trappola in agguato, quella di inventarsi improvvisamente esperti e di risolvere la faccenda con termini incomprensibili. Può succedere ai giornalisti, ma può succedere anche agli addetti ai lavori. Quanto è successo mercoledì è semplice: un aereo dell’aviazione generale, cioè non di linea, è atterrato su una pista che non è una pista ma una via dove gli aerei rullano i motori in attesa di decollare. Non è successo nulla di grave ma l’episodio è grave. Paradossalmente il fatto che non ci fossero aerei che in quel momento rullavano i motori su quella via, ha tratto in inganno il pilota inglese del Beechraft che l’ha scambiata per l’unica pista esistente a Linate ma ha anche impedito che ci fossero collisioni a terra. Se ne sta occupando l’agenzia nazionale sicurezza al volo, Ansv, che ha aperto un’inchiesta tecnica per inconveniente grave a seguito dell’atterraggio effettuato sulla via di rullaggio principale dell’aeroporto anziché sulla pista 36R per cui era stato autorizzato. Ansv ha chiesto la registrazione delle comunicazioni radio intercorse tra il pilota e il controllore in torre soprattutto per capire se le istruzioni date all’aereo da turismo siano state esatte.
A quanto risulta il Beechraft proveniente dal Lussemburgo aveva effettuato l’avvicinamento strumentale per atterrare correttamente, ma si è allineato e poi è atterrato sulla via di rullaggio parallela, la taxi way principale che invece viene percorsa in senso opposto dagli aerei per raggiungere la testa della pista per poi decollare.
Le procedure sono rigide, ogni istruzione deve essere ripetuta dal pilota per confermare al controllore di aver compreso come muoversi, ma anche qui, come l’8 ottobre, un termine mal interpretato può aver fatto la differenza. A Linate si usa il termine 36 left per definire la pista turistica, e 36 right per la pista principale. Istruito per atterrare sulla 36 right, il pilota è sceso sulla taxi way che è effettivamente sulla sua destra, trovandola peraltro pulitissima e con segnalazioni nuove in quanto appena rifatte.
Il controllore di volo che aveva in consegna il Beechraft è ritenuto fra i giovani più preparati e promettenti del gruppo, ma in torre qualcuno ha commentato che oltre al radar si deve anche tenere l’occhio aperto: sono aerei lenti, il loro avvicinamento si può seguire visivamente in una giornata limpida come quella di mercoledì. Il pilota inglese avrà le sue grane, ha ammesso di sentirsi confuso subito dopo l’atterraggio, il suo brevetto è attualmente congelato come il Beechraft parcheggiato all’Ata, ma sarebbe comunque dovuto ripartire domani in quanto il passeggero che trasportava è a Milano per un concorso ippico che chiude sabato. Anche il controllore di volo avrà le sue grane. Intanto Enac, vuole inserire una dimostrazione di conoscenza specifica per i piloti che intendano atterrare e decollare su Linate: scambiare una via di rullaggio per una pista di atterraggio rimane grave, anche per un pilota poco esperto.