Gli abitanti di Finale da oggi sono cittadini

(...) Quel diploma lo potranno esporre da oggi, dopo che il prefetto di Savona, Nicoletta Frediani, lo avrà consegnato al sindaco Flaminio Richeri al termine di una cerimonia ufficiale. E lo considerano, a buona ragione, il miglior regalo per un compleanno speciale, visto che quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario della creazione di Finale.
Prima infatti c’erano Finalborgo, Finalmarina e Finalpia. E con tutta la buona volontà, nessuno dei tre «paesi» poi unificati con regio decreto avrebbe mai potuto aspirare, da solo, ai galloni di «città». Non è mica un titolo che si dà così al primo paese che scrive. Ci vogliono i requisiti. Il testo unico del 2000, con la riforma dell’ordinamento degli enti locali, metteva nero su bianco che il titolo di città potevano chiederlo solo i «Comuni insigni per ricordi, per monumenti storici e per l’attuale importanza».
Ben lo sapevano a Finale, che nella serie B dei comuni italiani proprio non ci volevano stare da tempo. E che già nel 1963 avevano presente il problema. L’allora sindaco Buraggi lo scoprì quando volle fare il gonfalone nuovo del Comune. Pensò di raccogliere il materiale necessario, ma poi probabilmente si convinse che i suoi concittadini fossero più interessati a cose più terra terra, magari a strade nuove, a un’illuminazione pubblica migliore, a una pulizia più attenta. E così il conseguimento del titolo di città non venne messo in testa al programma. Tant’è, quella ferita nel civico orgoglio non si rimarginò mai del tutto. E il sindaco Bottino, nel 1977, ci riprovò. Ordinò una ricerca per risalire a tutti i sindaci che amministrarono Finale Ligure (e prima ancora le tre Finale) fin dal 1815, data del congresso di Vienna. Niente da fare, il tempo non gli consentì di portare a termine l’idea.
Oggi Flaminio Richeri invece coronerà il sogno di diventare sindaco di una città. L’amministrazione aveva richiamato dalla pensione l’ex segretario comunale Luigi Ferraro. Che gratuitamente si era messo al lavoro per raccogliere tutti i dati necessari per dimostrare il pedegree di Finale. Il fatto che l’attuale «città» fosse insigne per ricordi non è stato difficile provarlo. Dal 181 avanti Cristo, dal tempo dei Romani in poi, la storia del borgo è sempre stata ricca di episodi. E poi i del Carretto che governarono Finale per oltre 400 anni (fino al 1598) avevano addirittura creato una zecca che coniava monete riconosciute dagli stati vicini. Monumenti e siti storici ne sono stati segnalati addirittura sessanta, comprese le famosissime grotte preistoriche della zona. L’attuale importanza è sotto gli occhi di tutti: 11.868 abitanti, che diventano 55mila d’estate, un bilancio che prevede entrate per quasi 41 milioni di euro e tanti altri fattori decisivi. Poche storie, Finale è una città. I turisti sono avvisati. Quest’estate le vacanze non le faranno più in una cittadina della Riviera Ligure. E non vanno a passare le ferie in un paese. A meno che proprio non desiderino esserci mandati.