Abiti dipinti Le Curiel in scena con trompe l’oil e giardini bizantini

Ancora una volta la «Lella» ha saputo dar prova di una difficilissima esecuzione sartoriale, davanti a un parterre d’eccezione: Mario Boselli, presidente della Camera della moda, Beppe Modenese, arbiter elegantiarum, l’assessore Rossi Bernardi, Giovanni Bozzetti, il conte Adalberto Boetti, il conte CArlo Giovannelli, l’economista Mario Monti, Maria Luisa Trussardi, Lina Sotis, le famiglie Camerana, Garantiti, Venosta, Battanta.
Completi di seta, pantaloni adornati di volants, abiti di chiffon ispirati all’antica Grecia, giacche «dipinte» come trompe l’oeil di giardini leggiadri. Dal blu di Cina, al rosa poudre al salmone, sino al giallo e al verde tenue per chiudere infine coni rossi abbinati al blu e all’avorio, gli abiti sono quadri artistici. Sempre made in Curiel anche le calzature, i lunghissimi guanti ricamati e il nuovo profumo Gocce.
Luciana Baldrighi