Gli abiti da sposa lasciano la mostra per la sfilata

Migliaia di visitatori e un successo che stuzzica quello ottenuto dalla mostra «Donne da ieri a oggi», dal 5 agosto al Castello Fieschi di Varese Ligure: un viaggio attraverso la cultura materiale al femminile con utensili e arredi dall'inizio del Novecento ad oggi a documentare le conquiste che hanno concesso alle donne di riprendersi il loro tempo.
Una mostra che non sta dietro l'angolo e fa numeri da capogiro tant'è che la curatrice Lella Canepa e l'Associazione Culturale Varese Ligure, sapientemente guidata da Stefania Pezzi, fanno di più mettendola in scena domani alle 21, nella Sala della Compagnia, centro storico, a cento metri dal Castello.
Un altro esempio di donne che lavorano e dilatano la materia. Pensiero laterale: tu sfili davanti alle sezioni della mostra, ma quel «montaggio» dei costumi che furono può anche sfilare dinanzi a te. «Donne con le gonne», silenziose, discrete, che riacchiappano il tempo e lo materializzano nel suoi umori. Un po' per scherzo, un po' per gridarlo questo «femminino» che ha fiutato l'aria e colto l'attimo.
Lella e le altre hanno ripreso abiti da sposa e biancheria intima esposta e l'hanno messa addosso ad una decina di ragazze di Varese, accompagnando le età della donna con un gustoso motteggio di cui si fa interprete Gabriella Anedi De Simone. «Tutto è nato - spiega Lella - dal prezioso abito da sposa del 1893 che ci messo a disposizione il Museo Contadino di Cassego, curato da don Sandro Lagomarsini. Sul manichino non rendeva, mancava l'anima. Ecco l'idea di farlo indossare».
Un rito che si ripete, con la giovane sposa, timorosa, che recita una preghiera-confessione, nell'incertezza di un matrimonio combinato, assillata da domande che avranno risposta solo poi. E intanto il film di lei in camicia da notte, mutandoni e corpetto (originali), che s'infila busto, calze, sottogonna, gonna, camicetta, doppia giacca, velo e scialle.
Fino alle spose in tailleur del dopo guerra e a quelle in abito bianco, a rifarsi ai modelli indossati nel ’49 da Linda Christian e nel ’56 da Grace Kelly. In chiusura il corto, «indossato per la prima volta da un'annunciatrice televisiva», che diventa presagio: «con queste gambe che si vedono dove andremo a finire?».
Le nostre ci prendono gusto e ne approfittano per condire un primo atto serioso e ammiccante con una sfilata di biancheria intima in voga nei due dopoguerra, con tanto di mutandoni che si accorciano e sottovesti che cambiano consistenza. Spopola il nylon degli americani che le fanno corte e larghe per ballare il boogie-woogie. Con la bomba-baby doll a ribaltare il senso dell'erotico e a rimettere in gioco la donna sul altre scene.
Flash di teatro, mentre la mostra resterà al Castello Fieschi fino al 2 settembre. La chiusura alle 20.45 con un concerto di musica sacra e non per tenore e soprano eseguite da Giampiero De Paoli e Lucia Scilipoti, ad ingresso libero, nell'Oratorio dei SS Antonio e Rocco a Varese.