Abiti trasformabili e cappelli-scultura Le nuove tendenze dell’inverno 2007

Boom di compratori stranieri, in passerella 19 marchi, 7 emergenti

Paola Bulbarelli

La lingua meno parlata è senz’altro l’italiano. Basta fare un giro tra gli stand di Milanovendemoda, la più importante manifestazione fieristica del prêt-à-porter femminile allestito fino a domani alla Fiera di Milano, per rendersi conto del successo riscosso tra i buyer stranieri. Questo era l’obiettivo. Riuscirci era una bella scommessa dopo i diversi anni di crisi. E invece la grande attesa è stata premiata: i cosiddetti nuovi mercati quali Russia, Turchia, Emirati Arabi, Singapore, Corea, sono arrivati tutti. «Siamo molto soddisfatti – spiega Emanuela Forlin, direttore di Mvm - sono davvero tante le presenze straniere sia tra gli espositori che tra i compratori». I quali hanno potuto vivere un momento importante.
Milanovendemoda è infatti un evento capace di unire la creatività al business e di offrire un’ampia finestra sulle nuove tendenze. Questa volta sono in scena le collezioni per l’autunno/inverno 2006-2007: 252 stand, per quasi 300 marchi, che presentano (e vendono), ciò che andrà di moda la prossima stagione fredda. Ma non solo negli stand. E qui sta la novità di questa edizione di Mvm. Allestita nella Sala Nava, una lunga passerella è stata la protagonista di questa quattro giorni di moda. Diciannove marchi, di cui sette alla prima uscita pubblica, sono saliti in pedana per proporre il look più nuovo. Le sette stiliste emergenti (casualmente tutte donne), hanno avuto l’opportunità, grazie al progetto Guest Square, di dimostrare quanto i giovani possano dare al mondo della moda. BioSinergie (cotone biologico dipinto a mano con oli ecologici), Consuelo Verde (gioielli e accessori), Creature (accessori ideati da Vanessa Picelli e Luisa Ceresa), Ina Nikolic (abiti trasformabili), Sony Ith-Pal (fashion stylist di origine cambogiana), Shining Thoughts (monili contemporanei), Studio Morinn (designer), hanno raccolto scroscianti applausi. Straordinari i cappelli-scultura della ventiduenne Federica Moretti (Studio Morinn), in carta piegata, arrotolata, tagliata per un risultato da haute couture.
Le idee? «Un po’ovunque – dice Federica - mi ha ispirato «Il piccolo principe” ma anche oggetti quotidiani come un guanto da giardiniere, delle buste da lettere usate al posto delle piume, delle spugne diventate pon pon». Per Consuelo Verde, «Milano è la città più cosmopolita e dinamica del momento, più aperta di Parigi» e solo qui, difatti, un’occasione quale Guest Square, è imperdibile. «Il pianeta – continua - soffoca sotto quintali di rifiuti quindi anche il più piccolo pezzetto di stoffa lo riciclo in un gioiello, in un accessorio, in un complemento di moda». Ma non solo giovani sulla passerella. Anche i marchi storici della manifestazione targata Expocts hanno raccolto il meritato successo. Celeste Di Francesco, conferma la sua grande creatività che attinge idee e forza dalla terra d’origine, la Sardegna. Per questa collezione è partita da una vecchia fabbrica di pizzi di Alghero dove ha trovato autentici colletti da scuola degli anni ’50. Ne è nata una serie di capi unici, ricamati a mano, di rara bellezza, capaci di coniugare tessuti maschili con la poesia di tracce iperfemminili, di unire disegni naif a dettagli d’alta moda.
La geometria la fa da padrone tanto quanto l’anarchia asimmetrica di velluti e chiffon regna alla Bottega di Brunella.