Abitudini insopportabili

di Eleonora Barbieri

Non se ne accorgono. O forse sì, e godono ancora di più. Perseverano, nel fastidio che arrecano a chi li circonda: magari ai loro stessi amici e familiari, agli estranei di sicuro. Stanno spalmati in spiaggia sul lettino accanto al tuo, e «accanto» significa praticamente «addosso»: perché a loro, lo spazio previsto non basta. Non è questione di ribellione: è questione di educazione. Loro sono abituati così. Piccole cose, per carità. Dieci centimetri di qua, quaranta di là, inclina di qualche altro grado, spargi ancora un po' la borsa, lancia anche una paletta, a delimitare il nuovo territorio conquistato. Inutile tentare di parlargli o parlarle: è in trance da abbronzatura. Tranne quando tira fuori lo smartphone, e inizia a smanettare. E poi a urlare. Magari a quel punto cammina lungo la battigia, giusto per dare meglio aria ai propri pensieri e fatti personali (e che pensieri, e che fatti...), e condividerli col maggior pubblico possibile. Interessatissimo.

Piccole abitudini, appunto, ma che rovinano la vita degli altri. Non che «gli altri» siano innocenti: ciascuno ha la sua, di modalità fastidiosa. Snervare il prossimo è facile: basta una cicca masticata a bocca aperta, sbattendo rumorosamente, per farti saltare l'equilibrio mentale. Basta della sabbia gettata addosso al momento sbagliato, oppure dell'acqua gelata schizzata sulla pancia mentre azzardi il primo bagno della giornata, col cappuccino e la brioche ancora parcheggiati a metà dello stomaco. Tutte piccolezze, accomunate da un atteggiamento: quello di infischiarsene degli altri e di quanto gli altri ne saranno disturbati. Gli altri... I figli «degli altri» sono sempre i più maleducati, quelli che non si sanno comportare, in spiaggia, a tavola, perfino durante una passeggiata (non parliamo in aereo, o in chiesa); le automobili «degli altri» sono quelle parcheggiate male, che non mettono la freccia, che rallentano al momento sbagliato, che non si capisce che cosa vogliano fare; i panni e le piante degli altri sono quelli che sgocciolano sul nostro balcone, i loro ombrelli quelli che ci bagnano, i loro corpi quelli che ci ingombrano la strada, oppure ci prendono a spintoni perché noi ingombriamo la loro. «Gli altri» sono quelli che cercano di fregare il posto in coda, anche alla vecchietta e alla donna incinta con due gemelli nel passeggino.

Tutte piccole abitudini, certo, ma intollerabili. Perfino per te, che sei così tollerante...