Abn Amro scalpita: «Vogliamo Antonveneta ma possiamo aspettare»

Felice Manti

da Milano

Aspettiamo. Gli olandesi di Abn Amro sono in attesa che Consob e Bankitalia prendano una decisione sul destino dell’altro contendente, Banca popolare italiana. Rijkman Groenink, presidente del board olandese, ha salutato una seconda trimestrale del gruppo (utile netto +11% a 987 milioni di euro) al di sopra delle attese con il rilancio sulla banca padovana, dopo la nomina di un cda della banca targato Abn: «La nostra offerta è chiara e trasparente. Ora attendiamo con pazienza che le autorità italiane risolvano la situazione in tempi ragionevoli. Serve una soluzione che sia supportata anche da loro».
Nei giorni scorsi Consob e Bankitalia hanno deciso di congelare le rispettive autorizzazioni sulle due offerte, in contanti e azioni, di Banca popolare italiana, e hanno chiesto a Gianpiero Fiorani di fornire, tra oggi e domani, «i necessari chiarimenti».
Il presidente di Abn Amro ha anche affrontato l’alleanza con Capitalia, l’altra banca italiana della quale è una importante azionista: «Il patto che ci lega alla banca romana Capitalia continuerà per molto tempo, fino alla fine». L’istituto capitolino, secondo alcune voci di mercato, sarebbe un’altra potenziale «preda» degli olandesi in caso di fallimento dell’operazione Antonveneta.
Operazione che potrebbe andare in porto senza alcun rilancio. Per Groenink, infatti, «non servirebbe una nuova offerta su Antonveneta, visto che quasi la metà del capitale è sotto sequestro».
La partita sulla banca padovana, infatti, si sta decidendo anche nelle aule del Tribunale di Milano. Ieri il gip Clementina Forleo ha iniziato a esaminare il dossier Antonveneta, composto in buona parte dai documenti Consob sul presunto concerto tra il numero uno di Banca popolare italiana, Gianpiero Fiorani, gli immobiliaristi Coppola, Ricucci, i fratelli Lonati, e il finanziere Emilio Gnutti.
Il giudice dovrà decidere entro venerdì (ma in Procura c’è chi pensa che la decisione arriverà oggi o al massimo domani) se convalidare o meno il sequestro del 45% delle azioni Antonveneta in mano ai presunti «concertisti». Il sequestro delle azioni era stato deciso dalla procura di Milano il 25 luglio scorso nell’ambito dell’inchiesta sulla scalata all’istituto di credito padovano.
L’incertezza sul sequestro delle azioni Antonveneta detenute da Fiorani e co. ha affossato anche ieri il titolo della banca lodigiana (-3,79% a 8 euro).
Per l’ex Popolare Lodi sono giorni decisivi: domani Fiorani e gli immobiliaristi saranno ascoltati dalla Consob, mercoledì i vertici dell’ex Lodi saranno ricevuti da Antonio Fazio a Palazzo Koch. Non è escluso che Bankitalia possa decidere il commissariamento della banca lombarda.
L’altro risiko bancario ha avuto ieri una svolta importante: Unipol, impegnata nella scalata a Bnl, ha detto che dopo l’offerta pubblica obbligatoria sulla banca romana «ricostituirà il flottante di Bnl, soprattutto in caso di adesioni molto elevate».