Abn cresce in Antonveneta Ue pronta a chiudere il dossier

da Milano

Abn Amro ha acquistato 138.238 azioni di Antonveneta, pari allo 0,048% del capitale sociale a un prezzo medio di 26,48 euro per azione. È quanto si legge in una nota, secondo cui la partecipazione detenuta dagli olandesi nell’istituto padovano è cresciuta al 25,132% dal 25,084 per cento. I termini di adesione dell’Opa lanciata da Abn Amro su Antonveneta (26,5 euro in contanti per azione) sono stati prorogati fino al 22 luglio.
Prosegue intanto l’inchiesta della magistratura sulla scalata all’istituto padovano. Tra mercoledì e giovedì della prossima settimana i giudici interrogheranno Gianpiero Fiorani, amministratore delegato della Banca popolare italiana. Gli inquirenti della Procura di Roma, che hanno già informato ufficiosamente l’altro giorno gli avvocati del manager rispetto alle indagini che lo riguardano, hanno preso accordi per questo incontro considerato «fondamentale» per il prosieguo dell’inchiesta. Al fine di coordinarsi con la Procura di Milano, che indaga per la stessa vicenda ma con diversi tipi di reato, il pubblico ministero Perla Lori ha in programma una trasferta domani nel capoluogo lombardo proprio per stabilire i nuovi passaggi degli accertamenti. Con Fiorani, che ieri si è recato in Bankitalia, è indagato anche il presidente della Bpi, Giovanni Benevento. Il procedimento che vede al centro i due banchieri è quello che riguarda le autorizzazioni concesse dalla Banca d’Italia all’acquisto di azioni di Antonveneta da parte dell’allora Popolare di Lodi. Nello stesso procedimento è stato indagato anche il direttore della vigilanza di Banca d’Italia, Francesco Frasca, per abuso d’ufficio. Quest’ultimo sarà ascoltato dai magistrati oggi pomeriggio. Il caso Antovenetà è sotto la lente anche dell’Ue che sarebbe intenzionata a chiudere in tempi rapidi con un nulla di fatto il dossier - aperto esclusivamente per acquisire maggiori informazioni - sul comportamento di Bankitalia nei confronti di Abn Amro e Popolare di Lodi in merito all’Opa sull’istituto padovano. «La ricostruzione dei fatti e l’esame della documentazione presentata da Bankitalia - riferiscono fonti vicine al dossier - stanno sostanzialmente facendo pendere la bilancia dalla parte italiana, e la conclusione più probabile, a questo punto, è che venga accettata la tesi di Roma, secondo cui Bankitalia non ha discriminato Abn Amro rispetto a Bpl».
Secondo le fonti, l’analisi del commissario al Mercato interno, Charlie McCreevy, «ha finora condotto a un nulla di fatto» che, col passare dei giorni, sta convincendo sempre più Bruxelles a mettere la parola fine alla vicenda nel modo più indolore.
Meno ottimismo emerge invece sull’altro dossier, anche questo destinato a raccogliere informazioni, avviato dalla commissaria alla Concorrenza, Neelie Kroes, sul ruolo giocato da Bankitalia nella vicenda Bbva-Bnl, che sembra invece di più complessa valutazione e per il quale non emergono segnali distensivi da Bruxelles.