«Aboliamo il limite dei due mandati per i sindaci»

Valducci (Fi): «Serve un sistema di incentivi economici per i Comuni più meritevoli»

Vincenzo Pricolo

da Milano

Sì al terzo mandato, sì agli incentivi economici per i Comuni che hanno i bilanci in ordine e soprattutto grande attenzione nella scelta dei candidati per le prossime elezioni amministrative. Mario Valducci, responsabile di Forza Italia per gli enti locali, si prepara alle scadenze politiche che lo riguardano più da vicino: l’abolizione del limite dei due mandati per i sindaci; la riforma degli enti locali; e le elezioni che la prossima primavera chiameranno al voto circa 11 milioni di cittadini di sette Province e circa 800 Comuni.
Onorevole Valducci, Forza Italia dunque è favorevole al terzo mandato dei sindaci?
«La posizione ufficiale non è stata ancora definita ma la mia opinione è che si debba abolire il limite dei due mandati per tutti i Comuni, piccoli e grandi. Forza Italia promette massima apertura alla discussione sul tema e aspetta che il centrosinistra faccia una sua proposta univoca».
Il governo ha annunciato una riforma complessiva degli enti locali. Quali sono secondo Forza Italia le indicazioni che devono essere inserite nel Codice delle autonomie?
«Nella scorsa legislatura il mio collega di partito Antonio D’Alì, da sottosegretario all’Interno, ha lavorato a una bozza di riforma del Testo unico che prevedeva, oltre al federalismo fiscale, la gestione meritocratica di alcuni rapporti fra Stato ed enti locali».
E cioè?
«Un sistema di incentivi che ribalti la situazione consolidata nei decenni in cui lo Stato ripianava tutti i buchi di bilancio dei Comuni e, in sostanza, premiava i sindaci che meno erano attenti all’efficienza dei municipi. Noi chiediamo che i Comuni con i conti in rosso siano sottoposti a vincoli di spesa e quelli amministrati bene, come quello di Milano, abbiano la possibilità di fare investimenti e assunzioni. Il tetto alla spesa va bene ma non deve essere uguale per tutti».
Forza Italia, dalla sua nascita, raccoglie alle elezioni comunali e provinciali risultati inferiori, in qualche caso notevolmente inferiori, rispetto alle elezioni per Camera e Senato. Che cosa state facendo per ridurre quel divario?
«Forza Italia deve compiere un grande sforzo collettivo nella selezione dei candidati migliori. Inoltre, deve compattare la Cdl e allargare le alleanze».
In concreto?
«La scelta dei candidati per ciascuna istituzione deve impegnare tutti gli eletti del territorio, dagli europarlamentari fino all’ultimo consigliere. Quanto allo schieramento, dovremo dare attenzione alle liste civiche».
E i criteri di selezione?
«I candidati sindaco dovranno essere persone stimate che hanno forte riconoscibilità. Per i candidati consiglieri dovremo premiare la militanza, l’esperienza istituzionale e la rappresentatività rispetto alle categorie socio-economiche. Infine, può sembrare una banalità ma non lo è, la residenza nel Comune dove si vota».
Quali sono le città il cui risultato può determinare il successo o l’insuccesso complessivo della Cdl?
«Monza e Verona, che l’ultima volta abbiamo perso per errori nostri. E poi, naturalmente, abbiamo la fondata speranza di essere confermati al governo di Taranto, Lecce, Reggio Calabria e Palermo, dove la Cdl ripresenta il sindaco uscente Diego Cammarata».