Aboliti i giudici per il Catasto?

Il disegno di legge sul Catasto patrimoniale (di cui sembra «amministratore unico», più che Sottosegretario delegato, il diessino Grandi, noto come ex sindacalista emiliano-romagnolo) è sempre gravido di impensate scoperte. L'ultima, riguarda il contenzioso. Il testo della delega è, anche su questo argomento, criptico. Il disegno di legge Grandi dice: il legislatore delegato dovrà provvedere alla «ridefinizione della composizione e delle funzioni delle commissioni censuarie provinciali e centrale, nelle loro specifiche competenze con particolare riguardo alla deflazione del contenzioso». Si parla, quindi, di contenzioso, ma di deflazione dello stesso - così s'è sempre comunemente ritenuto - in via per così dire indiretta, attraverso il «buon lavoro» fatto a monte dalle Commissioni censuarie.
Nossignori. Lo ha scoperto il Servizio bilancio dello Stato della Camera dei deputati, secondo il quale si intenderebbe attribuire alle Commissioni censuarie «l'attività di contenzioso in materia di catasto, già assolta dalle Commissioni tributarie». La cosa - se effettivamente pensata dal Governo - avrebbe del «vergognoso». D'altra parte, è difficile pensare ad un abbaglio così clamoroso di un Servizio fra i più accreditati della Camera.
È un'altra conseguenza - nel caso più innocuo - del modo (superficiale, quantomeno) con il quale il problema del Catasto è stato finora portato avanti dal Governo. E un'altra spia ancora - nel caso più probabile - del fatto che sull'erezione del prossimo Catasto non si vogliono neppure giudici terzi, che possano fare giustizia (le Commissioni censuarie sono, infatti, organi dell'Amministrazione, non giurisdizionali).
*Presidente Confedilizia