Aborti illegali e stupri, ginecologi in manette

da Napoli

La «fabbrica degli angeli» ha smesso la sua attività ieri all'alba, quando, la polizia giudiziaria, ha bussato alla porta di casa dei protagonisti di un’orrenda storia di aborti clandestini e anche di una violenza sessuale. Quattro fermi, uno eccellente ma già noto «per i suoi gravi trascorsi giudiziari» (parole del Procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore).
Il personaggio più in vista è il ginecologo Achille Della Ragione, 61 anni, non più in servizio, che avrebbe avuto un ruolo di «procacciatore» di donne intenzionate ad abortire al di fuori delle strutture pubbliche e della discussa legge 194. Un ruolo, che il disinvolto ginecologo avrebbe svolto «in virtù della sua pregressa fama di abortista», come spiega il pm Graziella Arlomede, che ha condotto l’indagine, durata quattro mesi.
Ma, le accuse più gravi pendono sull’amico e collega ginecologo, Luigi Langella, 57 anni, fermato per associazione per delinquere finalizzata a compiere più delitti di aborto clandestino, ma accusato anche di uno stupro. Langella, responsabile del servizio Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) presso l’ospedale San Paolo di Napoli (ma sono estranei i vertici della struttura), in cambio di uno sconto sull’aborto, avrebbe costretto una donna tunisina, ad avere un rapporto sessuale con lui. Uno sconto di 1.500 euro, sulle tariffe applicate alle clienti della banda, che andavano dai 500 ai 5 mila euro. E nel corso di una telefonata intercettata, Langella, parlando del rapporto sessuale estorto alla donna straniera, secondo i pm si vanta con una metafora raccapricciante: «L’ho passata per le armi».
Con Della Ragione, agivano, nello studio di Langella, l’anestesista Vincenzo Grillo, 69 anni, in servizio anche lui (prima di andare in pensione) al San Paolo e la segretaria, Maria Cristina Pollio, 55 anni.
Non una semplice segretaria la Pollio ma, «la factotum dello studio», spiega il pm. È lei che «fissa gli appuntamenti e riceve le pazienti, coordina l'attività dello studio, tiene sotto controllo gli approvvigionamenti dei farmaci». E su Grillo, il sostituto Arlomede, chiarisce «che senza alcun accertamento preventivo e senza alcuna garanzia sanitaria, esegue a richiesta delle pazienti, con un inevitabile aumento del prezzo, l'anestesia totale».
A rivelare l’esistenza della «fabbrica degli angeli» agli inquirenti, è stato un coscienzioso ginecologo, che opera in un ospedale del napoletano. Il coraggioso professionista, ha denunciato attraverso una intervista, pubblicata dal quotidiano Il Mattino, l'esistenza dell’associazione per delinquere: «Tutti tacciono, ma io sono stanco di far finta di niente. I clienti sono di tutti i ceti sociali, anche donne di persone influenti». Poi, il ginecologo, si è messo a disposizione del pm Arlomede, ha fatto nomi, cognomi, luoghi dove avvenivano gli aborti clandestini. A Napoli, nello studio di Langella, ma, anche a Barcellona e in Inghilterra. Alcune pazienti infatti, quelle che volevano disfarsi del figlio quando era già scaduto il massimo numero die settimane imposte dalla legge 194 per l’aborto terapeutico, venivano dirottate verso strutture di Paesi dove vigono regole più permissive.
Commenta duramente l'attività abortista della banda finita in manette, l’associazione «Fraternità cattolica». «Gli arresti dei medici che praticavano aborti, costringono gli ipocriti difensori della legalità abortista, ad aprire gli occhi. La 194, come dimostra anche il nuovo scandalo, non costituisce un argine alle pratiche clandestine più atroci». La stessa associazione, già 30 anni fa, aveva messo in scena una clamorosa protesta sotto la casa nel centro di Napoli dove vive Della Ragione. Davanti all’abitazione del ginecologo, già noto per le sue posizioni filo abortiste, un militante aveva appeso un cartello con la scritta, «qui abita un assassino».
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