Aborto, migliaia in piazza contro Zapatero

Madrid, maxi-manifestazione per contestare la riforma che prevede la depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza nelle prime 14 settimane e la possibilità di ricorrere
all’aborto fino alla 22ma settimana in caso di malformazione del feto e rischio psicofisico per la madre

Madrid - Decine di migliaia di spagnoli hanno aderito oggi alla grande manifestazione in corso a Madrid contro il progetto di depenalizzazione dell’aborto del governo del premier socialista Josè Luis Zapatero. Un centinaio di organizzazioni per la vita sono all’origine della marcia, che si sta svolgendo dalla sede del ministero dell’uguaglianza verso il parlamento lungo la centrale Alcalà. In testa al corteo due grandi striscioni con le scritte «Non esiste il diritto di uccidere, esiste il diritto di vivere» e «Donna si, aborto no».

Il progetto di riforma della legge sull’aborto del 1985 all’esame del parlamento spagnolo prevede una depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza nelle prime 14 settimane e la possibilità di ricorrere all’aborto fino alla 22ma settimana in caso di malformazione del feto e di rischio psicofisico per la madre. La legge attualmente in vigore non depenalizza l’aborto ma lo consente in tre casi: stupro, malformazione del feto e rischio per la salute fisica o psichica della donna. Quest’ ultima disposizione (senza limiti di tempo) è invocata nel 97% dei circa 120mila aborti praticati ogni anno in Spagna.